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LETTERA FACSIMILE

per chiedere la prosecuzione delle cure sanitaRIE, OVVERO opporsi alle dimissioni ILLEGALI dagli ospedali e dalle case di cura private convenzionate e chiedere la prosecuzione delle cure in attesa di un posto letto in Rsa

Lettera predisposta dalla Fondazione Promozione sociale - Comitato per la difesa dei diritti degli assistiti e dall’Ulces - Unione per la lotta contro l’emarginazione sociale  - Via Artisti, 36 - 10124 Torino - tel. 011.812.44.69 - fax 011.812.25.95   e-mail: info@fondazionepromozionesociale.it    www.fondazionepromozionesociale.it

 

 

Alla c.a.:

(LETTERE RACCOMANDATE A/R )         
   
- Egr. Direttore Generale Asl n°___(vedere nota 1)    
    Via__________________________ Città _______________________     


- Egr. Direttore Generale Asl n°___
    Via__________________________ Città ________________________


- Egr. Direttore Sanitario     (Ospedale o Casa di cura privata convenzionata)____________________    Via__________________________ Città ________________________

 

- Egr. Sig. Sindaco (o Presidente del Consorzio)          
(vedere nota 2)    ___________________________
Via__________________________  Città ________________________


    E per conoscenza a:

 

    (LETTERE NORMALI)

    - Presidente della Giunta della Regione ___________________________
    Via __________________________ Città________________________

 

    - Fondazione Promozione sociale - Comitato per la difesa dei diritti degli assistiti
    Via Artisti, 36 - 10124 Torino

 

 

Oggetto: OPPOSIZIONE ALLE DIMISSIONI

 

__l___sottoscritt_______________________________________abitante in____________________________ Via______________________________________________________________ n._______
visto l’art. 41 della legge 12.2.1968 n. 132 che prevede il ricorso contro le dimissioni, e tenuto conto che l’art. 4 della legge 23.10.1985 n. 595 e l’art. 14, n. 5 del decreto legislativo 30.12.1992 n. 502 consentono ai cittadini di presentare osservazioni e opposizioni in materia di sanità,

chiede che _l_ propri__________________________________________ abitante in_____________________________ Via___________________________n._____
attualmente ricoverat_ e curat_ presso__________________________________ non venga dimess_ o venga trasferit_ in un altro reparto dell_ stess____________________________________ o in altra struttura sanitaria per i seguenti motivi:

1) il paziente è gravemente malato e non autosufficiente
(se del caso, aggiungere che non sempre è capace di programmare il proprio futuro);

2) lo scrivente non è in grado di fornire le necessarie cure al proprio congiunto e non intende assumere oneri di competenza del Servizio sanitario.             

    Fa presente che le cure sanitarie, comprese quelle ospedaliere, sono dovute anche agli anziani cronici non autosufficienti ai sensi delle leggi 4.8.1955 n. 692, 12.2.1968 n. 132 (in particolare art. 29), 17 agosto 1974 n. 386 (le prestazioni ospedaliere devono essere fornite “senza limiti di durata”), 13.5.1978 n. 180 e 23.12.1978 n. 833 (in particolare art. 2 punti 3 e 4 lettera f).

Si ricorda, inoltre, che il Pretore di Bologna, dr. Bruno Ciccone, con provvedimento del 21.12.1992 ha riconosciuto il diritto della Signora P.F., nata nel 1913, degente in ospedale dal 1986, di «poter continuare a beneficiare di adeguata assistenza sanitaria usufruendo delle prestazioni gratuite del Servizio sanitario nazionale presso una struttura ospedaliera e non di generica assistenza presso istituti di riposo o strutture equivalenti».

Si segnala, altresì, la sentenza della 1ª Sezione civile della Corte di Cassazione n. 10150/1996 in cui viene riconfermato che:

–    le leggi vigenti riconoscono ai cittadini il diritto soggettivo (e pertanto esigibile) alle prestazioni sanitarie, comprese le attività assistenziali a rilievo sanitario;

–   le cure sanitarie devono essere fornite sia ai malati acuti che a quelli cronici;

–  essendo un atto amministrativo, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto 1985 non ha alcun valore normativo.

 Per quanto concerne il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29.11.2001 “Definizione dei livelli essenziali di assistenza” (Lea), diventato legge ai sensi dell’art. 54 della legge 289/2002 (Finanziaria 2003), si rileva che fra «le prestazioni di assistenza sanitaria garantite dal Servizio sanitario nazionale» sono compresi gli interventi di riabilitazione e di lungodegenza, nonché quelli relativi alle «attività sanitarie e socio-sanitarie rivolte alle persone anziane non autosufficienti».

 

(La parte seguente è da compilare qualora si intenda curare a domicilio il congiunto)

Lo scrivente è disponibile a provvedere alle cure domiciliari del proprio congiunto a condizione che:

1) l'Asl:

- garantisca le prestazioni domiciliari del medico di base e, occorrendo dell'infermiere e del riabilitatore;

- assicuri gli interventi di emergenza nel caso in cui lo scrivente non  sia più in grado di provvedere, nonchè qualora insorgano gravi esigenze del malato;

- fornisca allo scrivente un adeguato rimborso delle spese vive sostenute, il cui importo venga precisato prima delle dimissioni:

- provveda a sua cura e spese al trasferimento del malato al domicilio di ____________________ via___________________________ n._______

2) il Comune (o il Consorzio di Comuni):

- integri l'importo versato allo scrivente sulla base delle proprie deliberazioni, comunicando il relativo importo prima delle dimissioni.

 

      L__ scrivente richiede l’applicazione delle norme sul consenso informato.
Inoltre, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990 n. 241, chiede che gli venga inviata una risposta scritta.

L__ scrivente si impegna di continuare a fornire al proprio congiunto tutto il possibile sostegno materiale e morale compatibilmente con i propri impegni familiari e di lavoro.            
Chiede pertanto che, nel caso di trasferimento in altre strutture, non venga allontanato dalla città di__________________________________________

 (Nel caso in cui non si accetti il ricovero presso una Rsa, occorre cancellare la parte seguente).

L__ scrivente è disponibile ad accettare il trasferimento del proprio congiunto presso una Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) a condizione che (vedere nota 3):

–     detto ricovero sia definitivo;    
–     
la struttura sia situata________________________________________;              
–     
il trasferimento venga effettuato a cura e spese dell’Asl;
–  la quota della retta a carico del__ ricoverat_ sia prelevata con riferimento alla situazione economica personale (art. 25 legge 328/2000) del ricoverato, ivi compresa l’indennità di accompagnamento se e quando verrà corrisposta;
-  la quota suddetta sia comprensiva di tutte le prestazioni alberghiere e socio-assistenziali, comprese quelle occorrenti per i soggetti non autosufficienti: igiene personale, mobilizzazione, imboccamento, ecc.

Ringrazia e porge distinti saluti.

Data______________                  Firma ______________________________________

 

 


Nota 1 - Una raccomandata A.R. va inviata al Direttore Generale dell’Asl di residenza del malato; un’altra (se del caso) al Direttore Generale dell’Asl in cui ha sede l’ospedale o la casa di cura. Nel caso in cui l’ospedale pubblico sia amministrato in modo autonomo rispetto all’Asl, la raccomandata A.R. non va indirizzata al Direttore Generale dell’Asl, ma al Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera.

Nota 2 – È opportuno scrivere al Sindaco (se i servizi assistenziali sono gestiti dal Comune di residenza del ricoverato) o al Presidente del Consorzio (qualora la gestione dei servizi assistenziali sia stata affidata al Consorzio) per rendere note le condizioni in base alle quali si accetta il ricovero presso Rsa e per evitare che il Comune (o il Consorzio) possa richiedere agli eredi dell’anziano malato la restituzione delle somme erogate dall’ente per integrare la parte della retta non versata dal ricoverato.

Nota 3 - Per l’accesso alle rsa è indispensabile il parere favorevole dell’Unità valutativa geriatrica, Commissione medica dell’Asl di residenza del malato. Detto parere non è necessario per la degenza presso ospedali e case di cura private convenzionate.

 Pretendere una risposta scritta. Non accettare dichiarazioni verbali.
Eventuali trasferimenti da struttura a struttura sanitaria devono essere fatti a spese dell’Asl.

ATTENZIONE che, sotto il profilo giuridico, accettare le dimissioni da ospedali e da case di cura private convenzionate di una persona cronica non autosufficiente incapace di programmare il proprio futuro, significa sottrarre volontariamente il paziente dalle competenze del servizio sanitario nazionale e assumere tutte le relative responsabilità, comprese quelle penali, nonché gli oneri economici conseguenti alle cure che devono essere fornite al malato.

 

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