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BREVI

 

 

NON OPERATA IN OSPEDALE PERCHÉ NON C'ERA POSTO movimento dei cittadini

OTTIENE IL RIMBORSO DALLA REGIONE PER L’INTERVENTO PRIVATO URGENTE 

 

Una sentenza del Tribunale di Napoli del giugno scorso ha stabilito il rimborso della spesa di circa 30 milioni che un’anziana signora di 86 anni aveva dovuto sostenere per un intervento chirurgico molto urgente per "stenosi aortica severissima" con sostituzione della valvola aortica. Nei casi di particolare urgenza, come stabilito dalla Corte di Cassazione (sent. n. 117/99), il paziente che ricorre alla struttura privata, per un intervento chirurgico, mantiene il diritto al rimborso delle spese, anche se non attende l’autorizzazione della Regione. L’anziana signora, infatti, dopo avere riscontrato l’impossibilità di farsi operare in ospedale, perché non vi erano posti disponibili, ed era stata posta in lista d’attesa per sei mesi dopo, si era trovata nella necessità di rivolgersi a una clinica privata, accollandosi le relative spese. Contestualmente al ricovero aveva presentato la domanda alla Regione in vista del rimborso, senza però riuscire ad ottenere la restituzione della somma anticipata. Motivo del rifiuto: si era fatta operare senza attendere l’autorizzazione prevista. Il giudice di merito ha dato però ragione all’anziana paziente: il diritto alla salute è un diritto irrinunciabile sancito dalla Costituzione e le disposizioni regionali in materia non escludono la possibilità di verificare "a posteriori" la necessità dell'avvenuto ricovero e del successivo intervento di urgenza. 

 

CONVEGNO NAZIONALE SULL’ADOZIONE DELL’ANFAA

 

A Taranto il 18 novembre 2000 l’ANFAA insieme alla Scuola dei diritti “Daniela Sessano” dell’ULCES, alla rivista Prospettive Assistenziali e al coordinamento “UBI MINOR” promuove una Conferenza nazionale sul tema “20.000 bambini hanno diritto a una famiglia ma restano in istituto”. La partecipazione è gratuita. Per iscriversi telefonare al n. 011 8122327.

 

 

“MEDICINA” E’ LA SECONDA PAROLA CLICCATA IN INTERNET

 

Tra le parole più cliccate in Internet c’è la parola “medicina”. Secondo il British Medical Journal sono oltre centomila i siti in rete che parlano di sanità, 20 mila solo negli USA. Si calcola che nel 2004 il commercio elettronico di farmaci riguarderà il 10 % del mercato globale e già nel 2002 le vendite on line raggiungeranno i 1000 milioni di dollari. Anche se in Italia non ci sono ancora siti che vendono farmaci e i venditori sono soprattutto americani e asiatici. Le pagine dedicate ai farmaci sono in continua ascesa e anche molte farmacie hanno aperto siti in Internet. Sarà necessario anche in Europa, come è già stato fatto negli USA, istituire un sistema di accreditamento dei siti che espongono farmaci in rete. L’U.E. ha nominato allo scopo un gruppo di lavoro.

 

 

LA FINANZIARIA RIDUCE I TICKET

 

Le misure annunciate dal governo, ma che potranno subire delle modifiche, nella prossima Finanziaria contengono diverse misure riguardanti la sanità.

-        si prevedono “confezioni ottimali” per i farmaci, con confezioni piccole di avvio della terapia e grandi per l’intera terapia;

-        controllo e monitoraggio della spesa farmaceutica a livello di Asl e di Ministero;

-        snellimento delle procedure per la pubblicità di farmaci d’automedicazione e possibilità per le farmacie di praticare degli sconti per i “prodotti da banco”;

-        il rimborso dei farmaci da parte del Servizio sanitario nazionale sarà al farmaco dal prezzo più basso tra i medicinali contenenti lo stesso principio attivo. I cittadini devono sapere che la differenza di prezzo tra questo e quello diverso eventualmente prescritto dal medico è a carico del cittadino. Semestralmente il ministero individuerà i medicinali a più basso prezzo fra quelli aventi la stessa composizione;

-        ticket: la quota ricetta passa da lire 3000 a 2500, i farmaci della fascia B, rimborsabili per il 50 % dal SSN passeranno in fascia A, a totale carico dello Stato. Si prevede per il 2002 il dimezzamento dei ticket sugli esami di laboratorio e per il 2003 l’abolizione totale dei ticket.

-        viene introdotto, in via sperimentale, per i medici di medicina generale un “budget di distretto”;

 

 

RIGURGITI

 

Il card. Biffi vuole applicare agli immigrati islamici la legge del taglione “trattiamoli come loro trattano i cristiani nei loro paesi” e chiede al governo italiano di discriminare gli immigrati non cattolici. Vuol forse fare l’Antipapa e rappresentare i cattolici scontenti delle continue richieste di perdono di Giovanni Paolo II o delle sue aperture alle altre religioni? O forse è uomo di poca fede ed è tentato dal fondamentalismo islamico, se è vero quanto sostiene Don Ciotti “che l’altro, qualunque altro, non possa mai essere una minaccia per il nostro credo, per la nostra identità, per i nostri principi”?

E che pensare della immediata ed entusiastica adesione dei padani? Anche loro sono in crisi di identità? Un dubbio ce lo fa venire la presa di posizione di Bossi contro figli adottivi, i figli “non certi”? Che sotto sotto non sia terrorizzato dall’idea che alla fine scoprano che anche lui è un figlio “non certo”!

A Verona si torna a picchiare gli ebrei. A furia di gridare “fuori gli immigrati” qualcuno pensa siano tornati i bei tempi della caccia all’ebreo.

Perché il Polo non candida addirittura il card. Giacomo Biffi a Palazzo Chigi? E così la finiamo con tutta questa confusione, con questo laicismo, con queste distinzioni fra chiesa e stato e torniamo a un bel papa re, e magari reintroduciamo la pena di morte e così facciamo la festa a tutti i miscredenti!

Per fortuna ci sono anche i card. Martini e il vescovo Bettazzi che bacchetta i ciellini riminesi adoranti un Berlusconi più destro e sanfedista che mai e che si appresta a governare in compagnia dei forcaioli che si mimetizzano nelle fila di Bossi e Fini.

Si profila all’orizzonte un altro anno di scontri elettorali rissosi e distruttivi, mentre la sinistra e il centro democratico sembrano nel dormiveglia, incapaci non solo di proporre degli obiettivi mobilitanti ma di reagire con vigore a questi rigurgiti di minoranze che hanno maldigerito la democrazia e la civiltà. E che non vedono come negli altri paesi democratici europei, come la Francia o l’Inghilterra, gli immigrati non hanno suscitato le crociate, che qualche sconsiderato vuole introdurre da noi, e come, pur con qualche problema che nessuno nega, si sono inseriti ormai da decenni e anzi ci battono nei campionati di calcio.

Ci auguriamo che restino minoranze, schegge impazzite, e che la grande maggioranza dei cittadini conservi non dico la capacità di accogliere i diversi ma almeno il costume civile democratico sancito dalla Costituzione.

 

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