diritti  e  solidarietà

DeS telematico

ndr: codici è un'esperienza passata del Movimento dei Cittadini

ORGANO UFFICIALE

N° 10/1993

Nell'ULSS più grande d'Italia una clamorosa conferma

ANCORA EPISODI DI MALATI CAVIE IN OSPEDALE

La denuncia parte dallo stesso Amministratore Straordinario dell'Ulss 21 di Padova

Grande scalpore ha destato in questi giorni la denuncia da parte dell'Amministratore Straordinario dell'Ulss 21 di Padova di alcuni casi di sperimentazione di farmaci in ospedale senza l'informazione ai malati. Risulta chiaro perciò che la nostra denuncia dei casi di malati cavie in ospedale ("Diritti e Solidarietà" n. 6/93) non è un caso isolato che riguarda solo il Lazio, ma una realtà diffusa, che va affrontata in modo adeguato, attraverso la introduzione della pratica del "Consenso informato".
Il dott. Barbieri ha affermato che le sue segnalazioni nascono da precise testimonianze di medici di base.
Non è nostra intenzione entrare nel merito di indagini in corso per iniziativa dell'Ulss e della stessa autorità giudiziaria e che ha visto una alzata di scudi da parte dell'Università che ha visto in queste denuncie un attacco al proprio ruolo. Il dott. Barbieri, d'altra parte, è ben noto per l'intransigenza delle sue posizioni ( ne sanno qualcosa i nostrr volontari del Centro per i diritti del malato e per il diritto alla salute - CODICI, che con lui hanno un contenzioso aperto per essere stati privati dell'uso del telefono).
Al di là di questi aspetti specifici, ci sembra che la vicenda sollevi con forza la necessità di porre fine agli abusi che ancora si verificano negli ospedali italiani a proposito della sperimentazione e di operare perché il "Consenso Informato" non resti una utopia per spiriti illuminati. I malati sono i padroni del loro corpo e hanno diritto all'informazione e alla scelta di fronte alle pratiche terapeutiche.      l'intervista

editoriale
VRQ: verifica della qualità

NO, GLI ANZIANI NO!

E' netto il nostro dissenso rispetto alle scelte effettuate dal Governo per la legge finanziaria.

Non per una posizione preconcetta, ma perché i provvedimenti colpiscono solo ed esclusivamente le fasce deboli della popolazione. La manovra complessiva del Governo affronta alcune problematiche che erano inevitabili e qualunque Governo serio avrebbe dovuto affrontare. Ma le soluzioni adottate sono inique, ingiuste e volutamente penalizzanti proprio per quelle classi di cittadini deboli che noi vogliamo tutelate: il malato, l'anziano, gli invalidi e i disoccupati.

segue

l'anziano quanto costa?
l'anziano a casa
i parenti obbligati
pubblico è meglio
salute: merce o diritto
l'infermiere:...........
i rischi delle vaccinazioni
le indagini del MFD
sciopero della fame a Napoli
nasce il Forum del terzo settore
incontri e convegni
la Solidarietà e i Cristiani

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Editoriale

NO, GLI ANZIANI NO! 

E' netto il nostro dissenso rispetto alle scelte effettuate dal Governo per la legge finanziaria.

Non per una posizione preconcetta, ma perché i provvedimenti colpiscono solo ed esclusivamente le fasce deboli della popolazione. La manovra complessiva del Governo affronta alcune problematiche che erano inevitabili e qualunque Governo serio avrebbe dovuto affrontare. Ma le soluzioni adottate sono inique, ingiuste e volutamente penalizzanti proprio per quelle classi di cittadini deboli che noi vogliamo tutelate: il malato, l'anziano, gli invalidi e i disoccupati.

Il persistere della politica dei tickets nella sanità dimostra che non si vuole un reale risanamento del SSN, ma che si punta ad alimentare quel sentimento di disaffezione verso le strutture pubbliche per indirizzare i cittadini verso soluzioni di natura assicurativa. E lo stesso si può dire per quanto attiene i provvedimenti nel campo delle pensioni. Il duro attacco ad uno dei diritti fondamentali dei cittadini in una società civile, fondata sul lavoro, determina nella gente una situazione di apprensione e di incertezza per la vecchiaia. Incertezza volutamente indotta per spingere verso le pensioni integrative chi le può pagare.

Il Governo mira a perseguire una linea di direzione del paese autoritaria, attraverso l'imposizione dei provvedimenti; considerando la protesta delle forze sociali "un gioco delle parti necessario", ma "in alcun modo influente sulle scelte".

Con questi provvedimenti si è scelto di premiare i ceti sociali che maggiormente si erano esposti all'evasione fiscale e si penalizzano i ceti sociali su cui si fa ricadere l'intero costo della manovra economica.

Non si risana vessando i pensionati. Così si determina solo lo scontro sociale.  Se ci sono problemi di baby-pensioni, di sacche di privilegio nel pubblico impiego è giusto intervenire, ma non si può bloccare la contingenza delle pensioni minime e rinviare il pensionamento di chi ha lavorato in settori pesanti e a rischio perché non ha ancora 65 anni.

Gli anziani hanno già tanti problemi, non si può caricare sulle loro spalle il risanamento finanziario del paese. No, sugli anziani non si può sparare!

Ecco perché siamo contro questa legge finanziaria iniqua, antisociale, finalizzata non al recupero di efficienza del pubblico, ma al suo smantellamento a vantaggio delle grandi assicurazioni; contro il tentativo di riportare la società indietro negli anni bui dello scontro sociale; per una manovra finanziaria ed economica che punti al risanamento del Paese con sacrifici per tutti ma commisurati alle possibilità.

 

INTERVISTA AL DOTT. ANGELO BARBIERI 

D. Abbiamo seguito la vicenda dell'Ulss 21 sul problema del "consenso informato" in rapporto alla sperimentazione farmaceutica, secondo la sua esperienza professionale, ma anche la sua sensibilità alle tematiche dei diritti del malato, si tratta di casi isolati, o di un problema generale e molto diffuso?

R. Si tratta di casi isolati, per ora, quindi non si può e non si deve parlare di diffusione.

D. Al di là della giusta segnalazione degli abusi, come intende operare perché il consenso informato divenga una prassi costante nell'Ulss nella quale opera?

R. Talune strutture, specie chirurgiche ambulatoriali o di day hospital, hanno già attuato la procedura corretta del consenso informato: cioè viene spiegato al paziente, in modo adeguato alla sua cultura, i vantaggi, gli svantaggi, le modalità, le possibilità alternative e si formalizza il tutto con sottoscrizione del medico informatore e del paziente (o chi per lui nell'eventualità di minor età o incapacità) per il consenso.

Orbene è evidente che bisognerà attuare una educazione culturale per l'applicazione diffusa e corretta di tale procedura e rivolgersi con una opera di informazione capillare in proposito.

D. Costatiamo che purtroppo le nostre denuncie sui "malati cavie in ospedale", non sono fantasie o fatti che succedono solo nel Lazio; perché, a suo avviso, succedono ancora queste cose?

R. Veramente parlare di "malati cavie" in questi casi è un linguaggio un pò giornalistico: infatti i farmaci somministrati ci risulta siano già registrati, almeno all'estero. Questi per la maggior parte sono farmaci di cui si studia una diversa applicazione o modalità terapeutica.

D. E' un problema solo organizzativo, o ci sono delle vere e proprie resistenze della classe medica e delle case farmaceutiche?

R. Ritengo che si tratti di un problema di educazione civica nell'applicazione dei diritti costituzionali ed evidentemente nella considerazione di trattare spesso il "caso" e non la persona, con la sua dignità, che soffre di qualcosa.

E' però evidente l'interesse delle case farmaceutiche che spesso non è disgiunto da quello dei ricercatori.

Spesso il costo della ricerca viene pagato dall'assistenza sanitaria dei cittadini, due volte: infatti nel costo del farmaco c'è anche la ricerca.

D. I cittadini che si occupano della tutela dei diritti del malato come dovrebbero intervenire per incidere veramente e favorire l'introduzione del consenso informato quando si attua la sperimentazione? 

R. E' nella logica che l'intervento di coloro che si occupano della tutela dei diritti del malato, ogni qualvolta siano edotti di tale diritto negato del consenso, possa essere decisivo ai fini educativi.

 

RECENSIONE     

E' uscito il testo a cura di Armido Rizzi, Teologia e solidarietà.

 La solidarietà e i Cristiani

di Brunetto Salvarani

Il volume fa parte di una breve collana di 5 libri, diretta da Maurilio Guasco, che le edizioni del Gruppo Abele hanno concepito per avviare una riflessione sull'interrogativo in merito a cosa significhi, oggi, vivere la solidarietà. Densi di contributi coraggiosi ed interdisciplinari, i volumi approfondiscono, di volta in volta, la storia della povertà, dell'ambiente, dell'assistenza e delle politiche sociali, i problemi legati al cosiddetto fondamento etico della politica, il divario Nord-Sud del mondo; il disagio senza età che caratterizza ogni vita umana.

In particolare, "Teologia e solidarietà", curato dal teologo e animatore del Centro "S. Apollinare" di Fiesole Armido Rizzi, si propone di illustrare a più voci una dimensione teologica generalmente piuttosto trascurata - a torto - dagli studiosi italiani. A partire da un'analisi biblico-teologia, infatti, gli autori convocati presentano il valore e le caratteristiche  della solidarietà alla luce del discorso su Dio. Pietro Bovati, esegeta, docente all'Istituto Biblico di Roma, apre gli interventi con un itinerario lungo lo "stile solidale" del Dio anticotestamentario nei confronti degli emigranti, delle sterili, degli schiavi, dei poveri tout court, mentre Rinaldo Fabris, anch'egli biblista e insegnante presso il Seminario di Udine, offre uno sguardo sul Nuovo Testamento, dal "Regno di Dio" annunciato programmaticamente da Gesù agli oppressi del suo e di ogni tempo alle meditazioni di Paolo e Giovanni, rispettivamente sull'agàpe quale centro dinamico dell'esistenza del credente e sul "Dio come amore". Segue il saggio del moralista svizzero Alberto Bondolfi sugli aspetti etico-sociali del concetto in questione, senz'altro uno dei più originali. Dopo un excursus sulla fortuna e il successivo crollo di una forma di solidarietà tipica della tradizione cristiana, l'elemosina, egli giunge ad un abbozzo di teoria critica della solidarietà, i cui tratti salienti sono: il carattere evolutivo che essa assume nella storia dell'individuo attraverso la costante interazione con la ricerca di identità, le deformazioni (ideologiche, caratteriali ecc..) cui la pratica della solidarietà va facilmente incontro; infine, alcuni criteri positivi per una sua autenticazione, in particolare l'attenzione "alle nuove povertà".

Luigi Della Torre, liturgista, scrive poi di "un pregare accogliente e aperto a tutti", intendendo mostrare l'intima unità di parole di orazione e di gesti solidali all'interno della stessa celebrazione liturgica. I due momenti, infatti, non sono da considerare contrapposti, come troppo spesso si é purtroppo fatto: "spezzare il pane con letizia e semplicità di cuore", come la prima comunità di Gerusalemme, significa anticipare nell'intensità del clima celebrativo un frammento di quella comunione dei cuori e dei beni che ha reso quella comunità l'ideale di ogni chiesa futura.

Giovanni Cereti, docente di ecumenismo al "Marianum" di Roma e presidente della sezione italiana della Conferenza mondiale delle Religioni per la pace, affronta quindi il tema "Ecumenismo e solidarietà", evidenziandone il profondo intreccio, sino al recente movimento legato al processo conciliare su "Giustizia, pace e salvaguardia del creato". Fra l'altro, Cereti osserva che la portata planetaria dei problemi odierni ha dilatato anche le dimensioni dell'ecumenismo, che da incontro tra le chiese cristiane sta diventando incontro tra le religioni, più ancora, tra gli uomini di ogni credenza o convinzione.

Infine, lo stesso Rizzi propone un tragitto assai personale in vista di una vera e propria "teologia della solidarietà". Suo scopo è affrontare nel quadro di alcuni interrogativi attuali l'idea di solidarietà quale compare nei testi biblici e, al medesimo tempo, tracciare un panorama entro cui trovino una sistemazione unitaria i materiali precedenti. Ed è davvero rilevante che egli chiarisca, con puntuali riferimenti, come la solidarietà di cui parlano l'Ebraismo e il Cristianesimo rivesta, in realtà, un carattere paradossale di laicità. Infatti, secondo Rizzi, il soggetto solidale non ha bisogno di esplicitare né di conoscere i tratti religiosi e cristologici che pur sono presenti nell'intenzionalità del suo atto; il Dio che vive in lui è il Deus absconditus, che cammina in incognito sulle strade del mondo. Un esempio cui l'autore si rifà per chiarire il suo pensiero (quello che sicuramente mi ha maggiormente colpito) è tratto dal volumetto di Luigi Pintor, "Servabo", in cui si legge: "Non c'è in un'intera vita cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi".

In tale direzione, conclude Rizzi, con una sentenza che potremmo considerare il messaggio complessivo del libro, da consigliare soprattutto ai gruppi del volontariato affinché ritrovino le radici autentiche del loro agire: "L'etica solidale é il luogo ecumenico per eccellenza; è il luogo in cui l'individuo umano diventa uomo planetario non per autoespansione, ma per autodonazione."

                                                                                                                       Brunetto Salvarani

SCIOPERO DELLA FAME IN DIFESA DEI DISABILI
del CODICI - Centro per i Comuni Vesuviani

IL CODICI - Vulcano, presieduto da Giovanni Spasiano, ha aderito con i propri militanti, che si sono alternati nella astensione dal cibo, allo sciopero della fame indetto nel mese di settembre dal Comitato per le pari opportunità delle persone con disabilità per la tutela dei diritti dei "veri invalidi". Il Comitato ha inteso in questo modo richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul rischio paventato in un primo tempo che la Finanziaria collegasse l'indennità di accompagnamento al reddito del disabile; rischio poi rientrato, in seguito alle proteste dei cittadini. Il Comitato ha realizzato un presidio permanente con una tenda nella piazza del municipio di Napoli, con petizione popolare e incontri con parlamentari e con lo stesso sindaco Bassolino, che si è impegnato a fare presente il problema nel suo incontro con Berlusconi. Si è svolta anche una manifestazione a Roma, con gli obiettivi, oltre che di tutela dei diritti dei disabili, di ottenere la separazione della previdenza dalla assistenza e l'istituzione di servizi per i disabili alternativi alla stessa monetizzazione della propria condizione.