SOLIDARIETA’ CONTRO L’AIDS   

CONVEGNO A CASALMAGGIORE

di Anna Orrù

 

Con il titolo “Sfida all’AIDS. Quale solidarietà” si è chiuso a CasalMaggiore (CR) un convegno che ha visto la convergenza di tutte le forze istituzionali e del volontariato per dibattere e delineare le linee di programmazione su ciò che si può fare per una adeguata assistenza extra ospedaliera ai malati di AIDS.

Ospite della scuola infermieri di CasalMaggiore, ricavata da un antico convento, è stata organizzata dal CO.DI.CI. e dall’ AVO locale con la collaborazione della Caritas diocesana di Cremona, della direzione sanitaria dell’ospedale Oglio-PO dall’UPT dell’USSL 20, degli istituti ospedalieri di Verona, dalla Fondazione A.I.D.S. AIUTO AID dell’ospedale Sacco di Milano e dalle Tende di Cristo di San Giovanni in Croce.

Vero motore dell’organizzazione e coagulo di tante adesioni è stata Francesca Isidori del CO.DI.CI., come hanno riconosciuto tutte le autorità intervenute.

La professoressa Carnier, docente universitario e primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco ha fatto il punto sulla epidemiologia. Ha rilevato quanto ormai il rapporto tra HIV positivi sia ormai di 1 a 1 tra maschi e femmine; ciò comporta il rischio di un aumento del numero dei nati positivi e/o con Aids. Questa tendenza è stata confermata anche dal dottor Carnevali, primario del reparto malattie infettive di Cremona, per ciò che riguarda la popolazione dell’USSL 20.
Gli altri interventi dei responsabili della medicina di base e del SERT hanno puntualizzato la mappa dei soggetti a rischio e la collaborazione positiva del volontariato durante il ricovero ospedaliero e di quello del volontariato dei Camilliani per l’assistenza extra-ospedaliera. Il responsabile, Fratel Francesco Zambotti, ha illustrato l’esperienza dei frati infermieri che organizzano una assistenza di comunità sia per i tossicodipendenti che per i malati di AIDS in Italia ed in SudAmerica. Nella zona di Cremona sono sette le tende di Cristo, tra cui due sono comunità famiglia, per adulti e per bambini in affido o adozione oltre che un numero di letti per malati in fase terminale e per un day hospital ove la cura professionale ed umana è quella di un efficiente ed affettuoso gruppo parentale.

Infine il dottor Bragonzi, direttore generale dell’USSL 20, ha delineato la futura programmazione per l’organizzazione di ADI con il supporto indispensabile del volontariato di assistenza.

Il pubblico numerosissimo, più di 200 presenti, era altamente qualificato: Avis, Cri, Aido, Croce verde, Ass. Beta 2, Sindacati medici di base, medici ospedalieri e capi servizio amministrativi e sanitari dell’USSL 20, l’Avulls, gli infermieri della scuola professionale ed il TDM di Cremona.

Il convegno si è chiusi alle 14.00 e l’applauso ha sancito il successo di un momento di aggregazione che andrà certamente oltre il convegno; la sfida per una solidarietà autentica e concreta non può che passare attraverso l’alleanza tra cittadini, il volontariato e le istituzioni.