Riceviamo dal CSA - Comitato per la difesa dei diritti degli assistiti e pubblichiamo volentieri

 

I FAMIGLIARI NON SONO TENUTI AL PAGAMENTO DI RETTE E CONTRIBUTI PER PARENTI ASSISTITI

MOZIONE APPROVATA DALLA REGIONE LOMBARDIA

 

Dopo che per decenni (dal 1945 ad oggi) gli enti pubblici hanno arbitrariamente imposto ai parenti di assistiti (handicappati, anziani autosufficienti e non) il pagamento di contributi economici spesso molto onerosi, finalmente il Consiglio regionale della Lombardia ha riconosciuto che “tale pratica è giuridicamente errata”.

Pubblichiamo la fotocopia della mozione approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio regionale della Regione Lombardia il 23 febbraio 1995.

Poiché i contributi non possono essere richiesti interpretando correttamente le leggi dello Stato (art. 433 e seguenti del Codice civile), le argomentazioni del Consiglio regionale della Lombardia sono valide per tutti gli enti pubblici del nostro paese. 

 

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA

 

RILEVATO che molti enti pubblici sono soliti imporre ai parenti degli assistiti adulti rette e contributi di diverso genere richiamando gli articoli 433 e seguenti del codice civile;

 

CONSIDERATO che tale pratica è giuridicamente errata in quanto non è consentito a terzi, enti pubblici compresi, di sostituirsi agli aventi diritto agli alimenti che soli possono chiedere ai parenti obbligati e successivamente al giudice ragione della loro necessità;

 

CONSIDERATO ancora che in base alla L.R. 1/86 sono solo gli utenti stessi che in base al loro reddito familiare devono concorrere alle spese e non i loro parenti;

 

CONSIDERATO infine che tutto ciò è suffragato da vari pronunciamenti, in particolare il parere del 30.12.93 del Ministero dell’Interno avente per oggetto “Contribuzione e carico degli obbligati agli alimenti nei confronti degli utenti dei servizi assistenziali” e nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri “Contribuzioni a carico degli obbligati agli alimenti nei confronti degli utenti dei servizi assistenziali” (come da documentazione allegata) ed anche tenuto conto di quanto afferma il prof. Massimo Dogliotti nell’ articolo “gli enti pubblici non possono pretendere contributi economici dai parenti tenuti agli alimenti” (n. 87/1989 Prospettive Assistenziali)

                                                IMPEGNA LA GIUNTA

a inviare a tutti gli enti pubblici interessati lettera circolare atta a modificare il loro eventuale scorretto comportamento, fornendo loro relativa documentata spiegazione.

Milano, 16 febbraio 1995.