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N° 17

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IN OSPEDALE A CREMONA STRACOTTO D’ASINO PER FORZA ITALIA

Il Corriere della Sera riporta la apparentemente strana notizia di uno stracotto d’asino preparato per i convegnisti di Forza Italia presso le cucine dell’Ospedale Oglio-Po di Casalmaggiore (Cremona).
La responsabile del Centro per i diritti del cittadino, Francesca Isidori, ha ricevuta la denuncia in forma anonima ed ha chiesto subito spiegazioni ai dirigenti dell’Ospedale.
Il fatto si sarebbe svolto in questo modo. Gli organizzatori del convegno di Forza Italia hanno chiesto ad un loro iscritto di preparare lo stracotto per tutti i convegnisti. Non avendo l’attrezzatura necessaria il nostro eroe  ha pensato bene di rivolgersi all’amico capo cuoco in Ospedale che ha messo a disposizione fuoco e pentole.
Si è poi così giustificato alla Commissione disciplinare dell’USL 20: “Siamo in torto per non aver informato la direzione, ma noi non ci siamo distolti dalle nostre occupazioni e i pasti ospedalieri sono stati regolarmente serviti.”
Il Direttore Amministrativo ha poi precisato che ai dipendenti interessati si è applicata la “sola sanzione della censura, senza riduzione dello stipendio, di cui terremo conto in caso di ulteriori infrazioni”. Poi ha concluso” ci stiamo organizzando per utilizzare al meglio la cucina dell’ospedale”.
Sembra che tali abitudini siano abbastanza comuni negli Ospedali italiani.
Abbiamo notizia anche di altri ‘stracotti’ cucinati per feste paesane o di partito, senza che nessuno si domandi se questa sia una prassi corretta di utilizzo di risorse pubbliche.   

Lettera aperta

sampierdarena

Al Ministro della Pubblica Istruzione     Luigi Berlinguer

C’è una questione nella scuola che da decenni non trova soluzione e che diventa sempre più intollerabile: l’insegna- mento della lingua francese in luogo di quella inglese. Nonostante che l’insegnamento della lingua inglese sia richie- sto in tutte le scuole dagli studenti e dai genitori, molto più sensi- bili alle esigenze della società attuale, di una classe politica e di una burocra- zia scolastica arretrate e sorde alle istanze di modernizzazione, si continua a negare loro questa opportunità.           segue

danni da trasfusione
nuova sede a Salerno
tutela degli anziani
il difensore degli studenti
comitati misti a bologna
NOTIZIE IN BREVE
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Lettera aperta al

Al Ministro della Pubblica Istruzione
Luigi Berlinguer

                                     C’è una questione nella scuola che da decenni non trova soluzione e che diventa sempre più intollerabile: l’insegnamento della lingua francese in luogo di quella inglese. Nonostante che l’insegnamento della lingua inglese sia richiesto in tutte le scuole dagli studenti e dai genitori, molto più sensibili alle esigenze della società attuale, di una classe politica e di una burocrazia scolastica arretrate e sorde alle istanze di modernizzazione, si continua a negare loro questa opportunità.  E si continua, in modo né giusto, né democratico, senza rispettare le richieste degli interessati a propinare loro per forza in suo luogo per lo più la lingua francese, mettendo presidi e scuole medie e superiori nella condizione di fare una figura meschina di arretratezza e di ottusità di fronte alle famiglie. In tal modo si va a ledere soprattutto il diritto di scelta e il diritto allo studio.

                                    Nessuno intende mettere in discussione l’importanza della lingua e della cultura francese e neppure si intende cedere alle mode del momento appiattendosi sulla sola lingua inglese. Come seconda o terza lingua il francese va benissimo, ma non si può essere ciechi e non prendere atto del fatto che oggi la lingua inglese è fondamentale in qualsiasi campo: non si può usare l’informatica, le nuove tecnologie, la letteratura scientifica, sviluppare relazioni di lavoro e di turismo a livello internazionale, per non parlare della comprensione di canzoni e film, se non si conosce questa lingua.

                                    Non si può continuare a delegare alle scuole private l’insegnamento dell’inglese. O è la lobby delle scuole private (italiane e straniere) che in passato ha frenato il Ministero nel fare scelte di minimo buon senso?

                                    Certamente esiste il problema degli insegnanti e delle cattedre. Ma se c’è una volontà determinata le soluzioni si trovano, come si è trovata quando sono state unificate le cattedre di applicazioni tecniche maschili e femminili o quelle di educazione fisica maschile e femminile. Basta rendere obbligatorio da subito l’insegnamento di due lingue nelle scuole medie e superiori, di cui una sia necessariamente l’inglese. Così cesserebbe la cattiva fama degli italiani che non conoscono le lingue straniere!!  Oppure basterebbe un anno sabbatico perché docenti di altre lingue potessero riciclarsi come docenti di inglese, se vogliono farlo; se no, ci sono tanti disoccupati laureati che aspettano!

                                    Lei Ministro ha dato più volte l’impressione di voler cambiare, di voler aggiornare l’istituzione scolastica. Ci aspettiamo un segnale forte in questa direzione, una risposta immediata. Basterebbe questo intervento a rendere significativa la sua permanenza al ministero

                                    Distinti saluti                                                  Il segretario nazionale


"MATTO" DOVE TI METTO?
SAMPIERDARENA: PSICHIATRIA TERRA DI NESSUNO 

La presidente ligure del Centro per i diritti del Malato, Maria Chighine,  ha segnalato ai dirigenti della USL 3  il grave problema di Villa Scassi e in particolare del reparto “9”(2O posti letto) con ammalati che arrivano da tutto il Ponente. Anche i giornali hanno riportato la denuncia.
La carenza di personale, un’emergenza iniziata un anno e mezzo fa, è ormai diventata prassi quotidiana.
Secondo i medici, Adriano Parodi e Giovanni Profumo,”il reparto è occupato al 103%, mentre la percentuale esatta dovrebbe essere dell’85%.”
In un anno vengono assistiti circa 800 pazienti e molte richieste di aiuto restano tali.

“ La legge 883 ha chiuso i manicomi, ma prevedeva strutture alternative - precisa Parodi - invece le comunità terapeutiche non ci sono e l’ospedale resta l’unico punto di riferimento anche per gli ammalati cronici. I pazienti occupano i letti per mesi.”
La Psichiatria con gli ammalati instabili, molti schizofrenici e depressi, è invece un reparto che avrebbe bisogno di molto personale e quindi di tanto tempo da dedicare ai ricoverati ‘“che non si curano con le medicine o con un ricovero, ma con lunghi colloqui. Per l’ammalato saltare anche un solo incontro è un dramma”.
Non è la prima volta che a permettere una assistenza completa deve intervenire il Prefetto, come l’estate scorsa ad agosto.


DANNI DA TRASFUSIONE

 DAL VENETO LETTERA AL MINISTRO DELLA SANITA’

  Egr.Sig.Ministro,

            lo scrivente chiede alla S.V. alcuni chiarimenti sull’applicazione della legge 210/92 (danni da trasfusione) e più precisamente:

1) gli indennizzi sinora assegnati, per quanto riguarda gli arretrati calcolati dal mese successivo alla data di presentazione della domanda, vengono calcolati ed elargiti senza alcun interesse legale. Si chiede se la prassi utilizzata sia regolare o se invece, in qualche modo, non siano penalizzati gli aventi diritto.

2) l’art.6, primo comma, del DM pubblicato sulla GU del 30/8/1995, successivamente reiterato, cambia sostanzialmente la struttura dell’indennizzo, modificando la durata dell’elargizione dell’indennizzo stesso (da vita natural durante a 15 anni). Si chiede quale sarà il trattamento riconosciuto agli aventi diritto che già percepiscono l’assegno, nel momento in cui il DM avrà l’approvazione delle Camere, ossia se continueranno a percepire l’assegno come da Legge 210, o se invece si vedranno modificare il trattamento così come previsto dal DM citato.

3) cittadini interessati ci hanno fatto presente che l’indennizzo percepito nel mese di gennaio 1996, non tiene conto dell’aumento del costo della vita. Si chiede se vi è stato, od è previsto, tale adeguamento e quale criteri esso segue.

            Preghiamo la S.V. di volerci chiarire le questioni poste, dandoci così modo di informare correttamente i cittadini che quotidianamente chiedono lumi ai volontari del CO.DI.CI

            Auspicando un sollecito riscontro, si coglie l’occasione per porgere i più distinti saluti.

F.TO Il Segretario Regionale CO.DI.CI-CDMeDS         Giorgio Righetti