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ndr: La pubblicazione cartacea è avvenuta quando eravamo ancora co.di.ci.

ORGANO UFFICIALE

N° - anno 

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    VERSO L’ASSEMBLEA NAZIONALE

Il prossimo 26/27 ottobre 1996 è prevista a Firenze l’Assemblea nazionale del CO.DI.CI. L’Assemblea sarà un’occasione importante chiarire l’identità del CO.DI.CI. e per riflettere sull’azione sviluppata fino ad ora.
Il tema sarà “il rapporto con i responsabili della sanità”. Nell’azione di tutela e di affermazione dei diritti del malato, e più in generale del cittadino, abbiamo sperimentato come uno dei nodi fondamentali da affrontare, per ottenere dei risultati soddisfacenti per noi ma soprattutto dei cittadini che a noi si rivolgono per ottenere giustizia, sia il rapporto con chi gestisce il servizio sanitario, con i dirigenti e gli operatori sanitari responsabili delle disfunzioni, delle carenze, delle vere e proprie lesioni di diritti basilari delle persone.
Ecco perché è utile che la prossima Assemblea nazionale affronti questo problema, riflettendo e riferendo su quanto si è sperimentato nelle diverse realtà locali e regionali.

 

 

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editoriale
danni da trasfusione

Una politica per “tutti i cittadini”

Siamo sommersi i modo ricorrente da campagne politiche e di stampa sulla riforma della Costituzione, di volta in volta proponendo radicali cambiamenti o attra- verso l’introduzione del presidenzialismo, in una forma più o meno diretta di elezione del Presidente da parte dei cittadini, o attraverso il Federalismo, quale disartico- lazione dello stato unitario, attraverso forme più o meno accentuate di autonomia e di autogoverno.
Non è nostra intenzione entrare qui nel merito, anche se la tentazione è forte. Perché si percepisce lontano un miglio che le questioni vengono sollevate spesso a livello strumentale, e quando politicamente non si pensa più di trarne vantaggio vengono lasciate cadere. Però i problemi sono reali e coinvol- gono i cittadini.
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riordino sistema sanitario in Lombardia
il ministro dice che...
corso di formazione
latte cancerogeno
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Il Ministro della sanità, l’Industria Farmaceutica e il Tribunale per i diritti del malato

Tutti noi dobbiamo resistere all’assalto delle lobby che in questi giorni sono arrivate perfino a fare pubblicità sui giornali con dati peraltro discutibili sul consumo dei farmaci in Italia e in Europa...Sono accusata da una lobby molto potente, che ha agganci anche col Tribunale del malato, di affamare pensionati e di voler licenziare 7 mila lavoratori. Ma ritengo impossibile che farmaci uguali abbiano prezzi diversi soltanto perché di differente hanno solo la scatola”.

(Dalle dichiarazioni del Ministro della Sanità, on. Rosi Bindi, riportate dal “Corriere della sera” del 23/06/1996).

Dossier del CO.DI.CI.                                                                                                                                    vai su

TOSSINE CANCEROGENE NEL LATTE E NEI SUOI DERIVATI

 

I giornali hanno dato risalto alla segnalazione del CO.DI.CI. a proposito del fatto che il latte contiene tossine (aflatossine) ad alta pericolosita' in quanto cancerogene. Al di la' degli ovvi commenti che tale notizia suggerisce, ci preme sottolineare quanto segue:

- il CO.DI.CI. ha riportato la notizia con dovizia di particolari e con dettagli scientifici;

- l'Istituto Superiore della Sanita' ha gia' effettuato accurati studi, scientificamente validi, nel 1987 sulla quantita' di tossine presenti nel latte, sulla loro comparsa in dipendenza dall'uso dei mangimi in silos;

- e' ben nota e documentata la pericolosita' delle aflatossine come sostanze cancerogene.

Quale è' stata la risposta dalle istituzioni? Ne' applicazione di leggi esistenti, decreto legge "Atti di controllo degli alimenti e bevande", che non puo' essere esecutivo mancando dell'indicazione dei limiti massimi tollerabili, ne' alcun altro provvedimento, magari emanato con urgenza, che rassicuri i consumatori dell'alimento latte.

Riesce difficile credere che nel semestre europeo, l'Italia non riesca a adeguare la sua legislazione alle legge europee,

Forse e' piu' utile che anche notizie importanti come queste cadano nel "dimenticatoio", .... perché' dopo e' piu' facile adeguare i livelli ammissibili a quelli presenti nel latte!                               

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IL PRETORE DOTT. MARIANI DI ROMA ORDINA ALLA USL RME DI DISPENSARE GRATUITAMENTE IL FARMACO UBIMAIOR 

Rifacendosi ad analoghe ordinanze per la concessione gratuita di farmaci, il Pretore dott. Mariani di Roma, in seguito ad esposto dell’interessata Maria S. , invalida al 100% e affetta da “encefalomiopatia mitocondriale tipo Merfi con necessità di assistenza continua, e al rifiuto dell Usl della concessione gratuita del farmaco UBIMAIOR 50, fascia C, contenente coenzima Q10, considerato dall’Istituto di Neurologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Policlinico Umberto I° di Roma necessario alla cura della malattia, ha ordinato la concessione del farmaco.

Il pretore ha motivato l’ordinanza, affermando che: “Nessun dubbio, in primo luogo, sulla sussistenza di un diritto soggettivo all’assistenza sanitaria gratuita in costanza di patologie di particolare gravità in base alla normativa che si andrà ad esaminare, quale corollario del diritto alla salute costituzionalmente garantito ai sensi dell’art. 32 della Costituzione.

Quanto al “fumus boni iuris” va osservato che l’art. 3, comma 3, del decreto-legge 57/95, vigente al momento del provvedimento negativo della Usl, stabiliva: “Qualora un assistito del Servizio sanitario nazionale abbia assoluta necessità, in ragione della particolare patologia cronica o di lunga durata della quale soffre, di essere trattato con medicinali di cui alla lettera c), dell’art. 8, comma 10, della legge 24 dic. 1993, n. 537, l’unità sanitaria locale, in conformità dei criteri che saranno a tal fine adottati dalla Commissione unica del farmaco entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”...

Quanto al “periculum in mora”, non sono state affatto contestate le condizioni economiche di indigenza (la ricorrente vive dell’importo della sola pensione e della indennità di accompagnamento), in rapporto al considerevole costo dell’Ubimaior (due confezioni di 14 flaconcini per 40.000 a settimana) dimostrano l’impossibilità di provvedere direttamente all’acquisto del farmaco con conseguente rischio di un danno irreparabile alla salute della ricorrente.

NdR. Ci si augura che questa sentenza possa aiutare casi consimili e che divenga, a tutti gli effetti, precedente di diritto.

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