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MEDICOPOLI: Tutti sappiamo degli scandali di Milano, con ruberie di centinaia di miliardi, attraverso false prescrizioni,

IL CO.DI.CI. HA APERTO UNO SPORTELLO PER LE SEGNALAZIONI SUGLI ABUSI

 

Uno sportello del CO.DI.CI. al servizio dei cittadini per segnalare le eccessive prescrizioni di analisi e di farmaci e contro gli inviti dei medici ai loro pazienti affinché si rivolgano a strutture private.

Questa iniziativa oltre a sostenere l’attività delle varie Procure, vuole spingere le Regioni e le USL ad effettuare i controlli previsti obbligatoriamente dalla legge finanziaria del 1994 e ribadita in quella attuale.

Le indagini avviate in tutta Italia sullo scandalo delle finte ricette, stanno dimostrando come il fenomeno sia diffuso al punto da pregiudicare seriamente i bilanci delle Regioni sulla spesa sanitaria.

Siamo convinti - afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CO.DI.CI. - che in questa vicenda i cittadini devono difendere in prima persona il loro diritto alla salute. Dobbiamo aiutare le Autorità ad andare fino in fondo a scoperchiare questo colossale scandalo che affligge la sanità italiana.

Per questo il CO.DI.CI. ha organizzato un Servizio di Sportello pubblico per la raccolta di segnalazioni da parte dei cittadini contro quei medici e quelle strutture che speculano sulle malattie vere o presunte.

Lo Sportello attivo 24 ore è tenuto dai volontari del CO.DI.CI. che raccoglieranno le denuncie, offrendo consulenza gratuita ai cittadini ed inviando alle Procure competenti tutte le segnalazioni significative.

I cittadini potranno telefonare al seguente numero di Roma - O6-4745564. Le segnalazioni saranno inviate alle sedi territoriali del CO.DI.CI. per le verifiche necessarie e successivamente saranno trasmesse alle Procure territorialmente competenti.

Le segnalazioni possono essere inviate anche tramite fax al n. 06-4818682, oppure per posta al seguente indirizzo; Coordinamento per i diritti del Cittadino, Via Cavour 228, 00148 Roma.

 

 

MEDICOPOLI NEL LAZIO: CHI CONTROLLA VIENE TRASFERITO E I CONTROLLI STRUTTURALI RIMANGONO SUMLLA CARTA

 

Per il CO.DI.CI. le indagini sugli atti amministrativi della sanità privata sono soltanto un’operazione di facciata, fuorviante rispetto ai veri problemi.

L’Assessore controlli i requisiti strutturali.

Da anni la Regione non verifica la regolarità degli standard indispensabili per la tutela della salute degli utenti e degli operatori. L’associazione chiede l’istituzione di una Commissione d’inchiesta.

“Il quadro allarmante che si sta configurando, nella nostra Regione, va ben oltre le semplici irregolarità amministrative denunciate - afferma il segretario nazionale del CO.DI.CI., Ivano Giacomelli - il vero problema è la mancanza di verifiche dei requisiti strutturali di tutela della salute degli utenti e degli operatori. Secondo noi l’iniziativa dell’Assessore, Lionello Cosentino, evidenzia un tentativo di sottostimare lo scandalo: che si sta configurando più grave dei quanto non sembri e denuncia, da parte delle autorità regionali e locali, un comportamento opportunistico e di facciata in tema di controlli sulle strutture sanitarie private. Emblematico è il caso degli ambulatori privati di radiologia ai quali la Usl RM C non ha concesso l’accreditamento per la mancata presentazione di una serie di documenti amministrativi senza preoccuparsi delle eventuali inadempienze sugli standard di legge sulla radioprotezione e sui danni arrecati alla salute dei cittadini. Altra vicenda sconcertante - prosegue Giacomelli - è quella riguardante i controlli strutturali di sicurezza dei 27 centri dialisi privati del Lazio, dei quali ben 26 erano stati denunciati dall’assessorato regionale per gravi irregolarità rispetto agli standard richiesti e che rappresentavano un serio pericolo per l’incolumità dei pazienti. Il caso si è concluso con il trasferimento d’ufficio del funzionario regionale che aveva effettuato i controlli, mentre non tutti i Centri, pur non risultando in regola a tutt’oggi, continuano ad operare; altri che hanno regolarizzato la loro posizione, sono ancora in attesa di accreditamento. Medicopoli non è solo una truffa ai danni dello Stato ma anche un danno alla salute degli utenti spesso perpetrato con la complicità degli organi politici e amministrativi delle Regioni e delle AUSL. L’autority proposta dal nostro Assessore alla sanità non è sufficiente per un serio controllo sul funzionamento delle strutture sanitarie. E’ necessario che il Consiglio regionale istituisca, al più presto, un Commissione d’inchiesta per fare finalmente chiarezza sulla situazione. Invitiamo l’AIOP e l’ARIS a sostenere questa proposta, perché come rappresentanti di categoria hanno il dovere di sostenere gli imprenditori privati che operano con coscienza e onestà ma si vedono scavalcati da malfattori senza scrupolo che gettano discredito sul loro operato.