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TUMORI: SE LI CONOSCI, LI EVITI

APPELLO PER LA PREVENZIONE ONCOLOGICA NEL LAZIO

 

La mortalità per cancro è in continuo aumento, colpisce indiscriminatamente tutte le età non esclusa l’età pediatrica. Si prevede che nel 2000 un italiano su tre si ammalerà di cancro in un momento della sua vita.

Nel nostro Paese si registrano circa 150.000 decessi l’anno per tumore e nello stesso periodo a circa 270.OOO persone verrà diagnosticato un cancro.

I ricoveri per tumore sono circa 800.000 l’anno con una degenza media di circa 16.2 giorni per paziente, per un totale di circa 12.960.000 giornate di degenza.

Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, tenuta presente l’efficacia degli interventi di prevenzione primaria e secondaria, nonché una possibile migliore utilizzazione delle risorse disponibili, si può ottenere una riduzione del 15-20 % della mortalità per neoplasie.

Tali interventi sono inoltre in grado di determinare un notevole miglioramento della qualità della vita di chi si ammala di tumore.

 

OBIETTIVI:

a) il potenziamento dell’attività di sorveglianza epidemiologica;

b) iniziative di prevenzione primaria, secondaria e di educazione sanitaria;

c) diagnosi precoce e screening di popolazione per le neoplasie previste nel Piano Oncologico Nazionale;

d) formazione ed aggiornamento continuo del personale.

 

Come descritto dal

a) Piano Oncologico Nazionale

b) Decreto Ministero della Sanità 20.2.96

c) Piano Oncologico della Regione Lazio

 

In via prioritaria è necessario stabilire idonei momenti organizzativi consistenti in:

a) costituzione di una Commissione Oncologica Regionale

b) attivazione di un Osservatorio di nocività ambientale

c) individuazione del Centro di Riferimento oncologico regionale

I soggetti interessati ai punti a) b) c) sono interattivamente coordinati a livello regionale e vengono coinvolti nei seguenti ulteriori momenti organizzativi:

1) emanazione da parte della Regione di linee guida per l’integrazione delle attività preventive nell’ambito delle Aziende USL, tra le Aziende USL, Aziende USL e Ospedaliere;

2) attivazione di servizi di assistenza oncologica per ogni AUSL, come previsto nei vari Piani Oncologici;

3) sviluppo dell’assistenza domiciliare in forma integrata, anche per le neoplasie infantili.

 

Interventi da compiere:

A) per la prevenzione primaria

1a) attuare un Osservatorio di nocività ambientale con la collaborazione dell’ISPEL, dei Presidi Multizonali di Prevenzione e degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali;

2a) attuare interventi di supporto per il Registro Tumori del Lazio;

3a) potenziare l’attività dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale;

4a) promuovere, anche in collaborazione con gli EE.LL., altre istituzioni pubbliche e private, le OO.SS. e le Associazioni di volontariato, campagne di informazione ed educazione sanitaria individuale del cittadino, con iniziative mirate verso gli inquinatori ambientali, il fumo delle sigarette, ed i corretti comportamenti alimentari, e di sensibilizzazione della popolazione a campagne di screening per neoplasie della cervice uterina, mammella, colon retto, apparato respiratorio e per le altre localizzazioni neoplastiche previste dalle linee guida nazionali e regionali.

Tali attività dovranno essere programmate con l’ausilio di gruppi di studio psico-oncologico, che progetti delle campagne di sensibilizzazione della popolazione alla prevenzione delle patologie oncologiche.

L’informazione capillare sarà assicurata attraverso il coinvolgimento di tutte le figure professionali vicine alla popolazione, con particolare riferimento ai Medici di Medicina Generale, ai Pediatri di Base, al personale dei consultori familiari e con l’ausilio dei mezzi di comunicazione di massa.

 

B) per la prevenzione secondaria

1b) prevenzione secondaria delle neoplasie di maggior rilievo sociale con programma di screening per neoplasie della cervice uterina, mammella, colon retto ed altre da definire e valutare;

2b) costituzione di presidi socio-sanitari da parte della AUSL con funzione di filtro ed indirizzo della popolazione verso i servizi specialistici;

3b) adozione di protocolli diagnostico-terapeutici per le patologie neoplastiche a maggiore diffusione come polmone, mammella, colon retto, prostata, linfomi e leucemie, utero e ovaio;

4b) corsi di formazione del medico di base e pediatri di base per la preparazione di specifici progetti di informazione ed educazione sanitaria individuale dell’assistito per quanto riguarda la prevenzione primaria e secondaria.

 

Sottoscritto da:

CO.DI.CI. (Coordinamento per i diritti dei Cittadini)

A.D.A. (Associazione per i Diritti degli Anziani)

C.I.P.R.O. (Centro Italiano Prevenzione Oncologica)

A.N.D.O.S. (Associazione Nazionale Donne Operate al seno)

A.L.T.I. (Associazione per la Lotta contro i Tumori Infantili)

A.M.S.O. ( Associazione per l’Assistenza Morale e Sociale negli Istituti Oncologici)

Peter Pan (Ass. Assistenza Bambini Oncologici-Bambin Gesù)

F.I.M.M.G. (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale)

U.I.L.P. ( Unione Italiana Lavoratori Pensionati)

SPI-CGIL (Sindacato Pensionati Italiani CGIL)

Ordine dei Medici di Roma

Prof. Felice Piersanti (Coordinatore della Conferenza Sanitaria Cittadina)

Prof. Massimo Crespi (Primario Centro Prevenzione Ospedale Regina Elena)

Prof. Alberto Donfrancesco (Primario Divisione Oncologica Osp. Bambin Gesù) a nome di tutta l’équipe.

Dr. Antonino Abbolito (Primario della Divisione di Urologia dell’Ospedale di Frascati)

Dr. Giavanni Carratù (Primario del servizio di oncologia dell’Ospedale di Frascati)

Dr. Mario Bernardini (Consigliere Ordine dei Medici)

On. Massimiliano Maselli (Consigliere Regionale del Lazio)

On. Umberto Cerri (Consigliere Regionale del Lazio)