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BARI:  DOPO LA SOMMINISTRAZIONE DELLA SECONDA DOSE DI VACCINO TRIVALENTE, MUORE UNA BIMBA DI OTTO MESI

MORTE DA VACCINO

Necessità di maggiori controlli, diritto all’obiezione di coscienza.

 

Il Coordinamento per i diritti dei Cittadini, con un esposto, chiede alla Procura della Repubblica di Roma e al Ministero della Sanità di indagare sui silenzi dell’Istituto Superiore di Sanità.

“Non siamo tenuti a rispondere ai privati”. Con queste secche parole l’Istituto Superiore di Sanità ha risposto all’Associazione; dopo quasi due anni dalle prime richieste di chiarimenti da parte dei familiari di una bimba morta dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino trivalente, affermando inoltre di non aver attivato alcun controllo sul caso denunciato.

L’evento si è verificato a Bari il 3/8/95, a otto mesi dalla nascita della piccola R.A. e pochi giorni dopo aver praticato la seconda dose di vaccino trivalente.

Il padre di R.A. ha segnalato l’accaduto al Ministero della Sanità e all’Istituto Superiore di Sanità, nell’agosto e nel dicembre ‘96, chiedendo di conoscere le ragioni della morte della figlia. Non avendo ottenuto risposta alcuna si è rivolto al CO.DI.CI.. Ma anche le richieste dell’associazione sono rimaste senza risposta ufficiale sia per le causalità che per l’attivazione di un procedimento di verifica sugli effetti collaterali del vaccino. Vaccino che, alla voce effetti collaterali del bugiardino, dichiara la possibilità di insorgenze avverse nei tempi e nei modi verificatisi nel caso della piccola R.A. Ciò, nonostante le richieste del Coordinamento per i diritti dei Cittadini fossero supportate da due perizie medico-legali. Dopo una notifica di diffida da parte dell’associazione (5/5/97) è scaturita la risposta dell’Istituto. “Una risposta arrogante che dimostra l’assoluto disinteresse verso le problematiche dei Cittadini da parte degli organi preposti al controllo della salute pubblica - afferma il dott. Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CO.DI.CI.- Comportamento estremamente grave se si pensa che il comma n. 2 dell’art. n. 1 del decreto legge n. 267 del 30/6/93, stabilisce che l’Istituto Superiore di Sanità è l’organo competente per i controlli sui vaccini. Va chiarito che la nostra associazione non è contraria alle vaccinazioni obbligatorie, senza le quali si andrebbe incontro a gravi rischi per la salute della popolazione italiana, ma è necessario che si facciano controlli epidemiologici approfonditi, sia sul tipo di farmaci usati sia sulle difese immunitarie dei bambini, prima di sottoporli a vaccinazione - conclude Giacomelli - visto che il bambino di pochi mesi possiede minori difese immunitarie dell’adulto e potrebbe anche essere portatore di immunodeficienze ereditarie. E’ necessario che il Parlamento approvi una legge che ammetta l’obiezione di coscienza sulle vaccinazioni obbligatorie. Auspichiamo anche una campagna di informazioni ai pediatri e alle famiglie”.