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ASSISTENZA SANITARIA AGLI ANZIANI:

LE PROPOSTE DEL CO.DI.CI.

 

Il responsabile nazionale del Settore Emarginazione del CO.DI.CI., dott. Paolo Cozzi Lepri ha inviato al Ministro della Sanità, al Ministro degli Affari Sociali e ai Sindacati Pensionati la seguente lettera:

“L'attuale situazione degli anziani istituzionalizzati in Italia appare assai problematica per i seguenti motivi:

- prevalenza degli interventi istituzionalizzanti a scapito di quelli territoriali e domiciliari; difformità ed eterogeneità delle soluzioni in assenza di tipologie e standard certi soprattutto per quanto riguarda il comparto socio assistenziale (Case di Riposo, Case Protette ecc.);

- presenza di numerose megastrutture (con oltre 250 p.1.);

- grave insufficienza di molte strutture del comparto socio-assistenziale rispetto agli interventi sanitari da erogare alle persone malate croniche, gravemente non autosufficienti, che sono impropriamente ospitate nelle Case di Riposo od altre strutture assistenziali;

- ricoveri impropri nelle stesse Case di Riposo di persone che potrebbero risolvere i loro problemi di natura economica od alloggiata con modalità alternative all'istituzionalizzazione;

- grave carenza di posti letto di riabilitazione e in RSA ( su 140.000 posti previsti dalla finanziaria risultano realizzati circa 1.500 posti letto in tutto il paese);

- mancanza di controllo sulla congruità degli accessi nelle Case di Riposo (o strutture comunque denominate rivolte alla stessa tipologia di utenza) anche a causa della scarsità e della errata applicazione della metodologia di valutazione geriatrica.

 

2. LA POSIZIONE DEL CO.DI.CI

 

Il CODI.CI. (Associazione volta alla tutela dei diritti dei cittadini più deboli, presente attivamente in sette Regioni Italiane) insieme ad altre Associazioni Nazionali e Regionali ha costituito il "Coordinamento Nazionale del Volontariato dei Diritti" che si occupa specificamente delle problematiche inerenti alla tutela dei malati cronici non autosufficienti

 

Le nostre proposte possono essere riassunte nel seguenti punti:

 

1) Lattuale organizzazione delle Case di riposo per anziani autosufficienti è largamente superata sia perché occorre ricercare soluzioni alternative al ricovero, sia perché ormai accolgono impropriamente malati cronici gravemente non autosufficienti a cui vanno garantite le necessarie cure sanitarie alle quali hanno diritto.

 

SI PROPONE PERTANTO DI RIDEFINIRE A LIVELLO NAZIONALE LA TIPOLOGIA E GLI STANDARD AUSPICABILI DI TALI STRUTTURE RESIDENZIALI PRIVILEGIANDO LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE DI PICCOLE DIMENSIONI  (20/40 P. L.) CHE ABBIANO REQUISITI E CARATTERISTICHE DI QUALITA' QUANTO PIU' POSSIBILE OMOGENEE SUL TERRITORIO NAZIONALE (anche attraverso la riconversione edilizia delle vecchie strutture o delle IPAB).

 

2) Deve essere potenziata al massimo la "rete" dei servizi prevista dal Progetto Obiettivo Anziani varato dal Parlamento nel 1992 (recentemente rifinanziato dal Ministero della Sanità) che prevedeva l'istituzione delle Unità valutative Geriatriche come punto di riferimento centrale degli interventi volti alla popolazione anziana e la diffusione capillare e qualitativa dell'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e dell'Ospedalizzazione Domiciliare (SD) come interventi qualificati volti a prevenire istituzionalizzazione dell'anziano.

 

SI CHIEDE PERTANTO DI INSERIRE OBBLIGATORIAMENTE, PER QUANTO RIGUARDA LA STRUTTURE PUBBLICHE, CONVENZIONATE O IPAB COMUNALI, LA VALUTAZIONE IN ACCESSO CON MODALITAUVG DI TUTTI GLI ANZIANI CHE RICHIEDONO L'ACCOGLIENZA IN CASA DI RIPOSO (od altre strutture del comparto socio-assistenziale variamente denominate) ONDE EVITARE IL RICORSO IMPROPRIO ALLA ISTITUZIONALIZZAZIONE IN PRESENZA DI VALIDE ALTERNATIVE ASSISTENZIALI.

 

3) Nel contesto dell'attuale normativa che vede sostanzialmente la presenza dei due settori, sanitario e socio assistenziale, pur consapevoli della necessità di una indispensabile integrazione, siamo tuttavia testimoni del fatto che, a causa delle grandi differenze giuridico- amministrative esistenti tra i due comparti non è irrilevante nè trascurabile porre alcune questioni che riguardano il diritto alle cure dei malati ospitati nelle Case di Riposo. Infatti, mentre nel settore Sanitario, almeno in base alle leggi vigenti, questi malati hanno diritto alle cure sanitarie (Mt. 32 Costituzione) e hanno garanzie sui seguenti aspetti:

- possono esigere i loro diritti;

- pagano soltanto alcune prestazioni e nulla è dovuto da parte dei parenti;

- possono chiedere che le prestazioni urgenti siano fornite immediatamente;

- per il personale sanitario addetto la legge richiede titoli specifici;

- la legge definisce gli standard minimi delle strutture.

Nel comparto socio-assistenziale invece le garanzie per l'utente gravemente  non autosufficiente sono molto ridotte in quanto:

- L'art. 38 della Costituzione limita gli interventi agli inabili al lavoro ed ai non abbienti;

- le prestazioni assistenziali non sono un diritto esigibile;

- gli standard delle strutture pubbliche o private non sono definiti a livello nazionale;

- la legge non richiede abilitazioni o titoli specifici per la direzione dei servizi, nè prevede mansionari;

- agli utenti e ai loro parenti viene sempre chiesto un contributo economico.

 

PER SUPERARE L'ATTUALE SITUAZIONE CHE PROVOCA GRAVI DANNI SOPRATTUTTO MALATI NON AUTOSUFFICIENTI SI PROPONE DI:

 

A) EVITARE  IL  RICOVERO  DEI  MALATI  GRAVEMENTE  NON AUTOSUFFICIENTI, DIMESSI DAGLI OSPEDALI, IN STRUTTURE NON IDONEE A GARANTIRE I TRATTAMENTI SANITARI AI QUALI HANNO DIRITTO;

 

B) ACCOGLIERE I MALATI GRAVEMENTE NON AUTOSUFFICIENTI ATTUALMENTE OSPITATI IN CASA DI RIPOSO, DOPO OPPORTUNA VALUTAZIONE DELLE UVG, IN STRUTTURE ADEGUATE (RSA). Detto obiettivo è conseguibile anche riconvertendo in parte le strutture preesistenti mediante la realizzazione di uno o più moduli di RSA da 20 posti letto ciascuna.

 

C) VARARE UNA PROPOSTA DI LEGGE NAZIONALE CHE UNIFORMI I CRITERI E GLI IMPORTI DEI PAGAMENTI DOVUTI DAGLI UTENTI NELLE VARIE STRUTTURE PRESENTI SUL TERRITORIO.

 

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Bologna, 8 febbraio 1998, Incontro Nazionale

 

MALATI CRONICI: QUALE ASSISTENZA?

 

   Organizzato dal CO.DI.CI. dell’Emilia Romagna si è tenuto l’8/02/98, un incontro nazionale sul problema dell’assistenza dei malati cronici non autosufficienti.

 

    Presenti diverse realtà regionali del CO.DI.CI., ma anche di altre associazioni, è stato fatto il punto sulla situazione delle politihe nazionali e relative alla assistenza sanitaria degli anziani.

   Le relazioni sono state tenute dal dott. Paolo Cozzi Lepri e dal dott. Carlo Hanau.

    Il quadro che è emerso è quello di una situazione di difficoltà perché le stesse organizzazioni che dovrebbero tutelare i ceti più deboli non si dimostrano abbastanza determinate nel farlo.

 

 

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