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Il Parere del Ministro Rosy Bindi    

CONVEGNO A VERONA                                                                      

CONTRIBUZIONE ALLA SPESA DEI PARENTI DEI MALATI NON AUTOSUFFICIENTI

NON LEGITTIMA LA RICHIESTA DEGLI ENTI PUBBLICI

 

 

Organizzato dal Coordinamento provinciale tra le Associazioni per l’handicap, fra cui il CO.DI.CI. di Verona, si è tenuto il 13 dicembre ‘97 un convegno sul problema della partecipazione alla spesa dei parenti dei malati non autosufficienti.

Il relatore prof. Massimo Dogliotti, docente di Diritto Civile e Giudice della Corte d’Appello di Genova, ha negato il diritto degli Enti a rivalersi sui parenti degli assistiti. Non c’è nessuna norma del nostro ordinamento che includa questa possibilità. “Il Codice civile, in genere, fa riferimento all’obbligo alimentare ma ciò è estremamente diverso rispetto alle esigenze e alle prestazioni socio-assistenziali, perché si tratta di un rapporto privato tra due soggetti, in cui non può intervenire l’Ente pubblico. In sostanza, il soggetto non autosufficiente, in un’eventuale controversia, può chiedere alla famiglia che non provvedesse a lui una prestazione, ma in questo rapporto l’Ente pubblico, a mio parere, non può intervenire; solo una legge dello Stato potrebbe regolare la controversia.”

E’ chiaro che gli enti cercano di risparmiare e quindi cercano di ricorrere ai parenti degli assistiti.

Ma è giusto che i malati, se dispongono di risorse, contribuiscano alla spesa?

La risposta del prof. Dogliotti è che, se si tratta di assistenza sanitaria, nulla deve essere chiesto al malato, anche se bisogna notare la tendenza a scaricare nel sociale profili che sono esclusivamente sanitari. Invece, per quanto concerne l’aspetto assistenziale, se la persona che riceve la prestazione ha dei mezzi, indubbiamente può contribuire. Per quanto riguarda la contribuzione dei parenti, in assenza di una legge che la richieda loro chiaramente, non si può che considerare illegittima tale richiesta.

 

SUI PAGAMENTI DELLE RSA BISOGNA ANCORA FARE CHIAREZZA:
LO RICONOSCE ANCHE IL MINISTRO!

 

Il Ministro della Sanità, Rosy Bindi, ha inviato una lettera agli Assessori alla Sanità delle Regioni e delle Province Autonome, in cui afferma:

“Pervengono a questo Ministero da parte di Associazioni di familiari di pazienti psichiatrici segnalazioni di estremo disagio in cui vengono a trovarsi i pazienti dimessi dagli ospedali psichiatrici e inseriti in strutture residenziali, ai quali viene richiesto di partecipare alle spese.

Inoltre, le situazioni segnalate variano da regione a regione con una diversificazione di comportamenti che non corrisponde al principio di equità.

Al riguardo si fa presente quanto segue.

Partendo dal fatto che i degenti degli ospedali psichiatrici sono stati suddivisi in due grandi gruppi: a) pazienti con prevalenti problemi psichiatrici e b) pazienti non autosufficienti con prevalenti problemi di disabilità e/o patologia geriatrica, dai dati forniti dalle Regioni sul processo di superamento, alla data del 30 settembre scorso, risulta che:

- circa la metà del totale nazionale è ancora in attesa di superamento, con situazioni diverse da regione a regione;

- per l’altra metà sono stati effettuati inserimenti, rispettivamente per i due gruppi, in strutture residenziali gestite dal Dipartimento di Salute Mentale, e in RSA e strutture analoghe.

 

Ciò premesso, per quanto concerne la partecipazione alla spesa, dalla quale sono ovviamente esclusi i soggetti ancora in attesa del superamento, si è dell’avviso che, parimenti, vadano esclusi i pazienti inseriti nelle strutture residenziali terapeutico riabilitative, in quanto strutture sanitarie caratterizzate da un continuativo intervento da parte del Dipartimento di Salute Mentale, con presenza di operatori 24/24 ore.

Restano da considerare:

- i pazienti psichiatrici con minor bisogno assistenziale, inseriti in residenze socio-riabilitative (case alloggio, gruppi appartamento), con presenza di operatori 12/24 ore o per fasce orarie, e

- pazienti (“non psichiatrici”) con problemi di disabilità e/o geriatrici, inseriti in RSA e strutture analoghe.

Al riguardo, pur tenendo presenti le indicazioni date da questo Ministero con le Linee-guida sulle RSA inviate alle Regioni in data 31.3.1994, si sottolinea la peculiare condizione di grave disagio in cui si trovano questi pazienti per la lunga istituzionalizzazione e la problematicità giuridica in ordine alla utilizzazione del loro patrimonio. Né va trascurata la situazione delle loro famiglie rispetto alla possibilità di partecipare alla spesa.
Nella consapevolezza che la materia della partecipazione alla spesa, nel suo complesso e non limitatamente ai pazienti psichiatrici, necessita di più sicuri riferimenti normativi, si ritiene opportuno portare, con carattere di urgenza, l’argomento all’attenzione della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato e le Regioni e le Province Autonome, con lo scopo di armonizzare le normative regionali e rendere equi i comportamenti nell’intero territorio nazionale.”