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DIRITTO ALLA CULTURA

 

GENITORI E STUDENTI PROTESTATE!

INGLESE PROIBITO NELLE SCUOLE

NONOSTANTE LE RICHIESTE DEI GENITORI E DEGLI STUDENTI

 

Continua nella scuola una situazione assurda. Gli studenti che nelle medie e nelle superiori vogliono fare Inglese come lingua straniera, devono continuare a sorbirsi il Francese. Quando si fanno le iscrizioni, se c’è posto nelle classi di inglese bene, se no ti tieni il francese. Magari nella prima classe delle superiori si invoca la continuità(non obbligatoria) con la lingua della scuola media. Qualche preside intelligente di scuola media cerca di insegnare tutte e due le lingue, francese e inglese. Ma per molti niente e allora bisogna tenersi quello che passa il convento e cioè il solo francese.

Questo la dice lunga sulla effettiva capacità della scuola italiana di rinnovarsi. E anche sulle proteste studentesche spesso solo ideologiche,  strumentali ed evasive che raramente pongono i problemi veri di efficienza della scuola, come questo, per l’appunto, dell’insegnamento della lingua inglese.

Un anno fa il CO.DI.CI. ha scritto al Ministro della P.I., che finora ha fatto orecchie da mercante, in altre faccende affaccendato. Nella lettera si diceva, fra l’altro :“Nonostante che l’insegnamento della lingua inglese sia richiesto in tutte le scuole dagli studenti e dai genitori, molto più sensibili alla esigenze della società attuale, di una classe politica e di una burocrazia scolastica arretrate e sorde alle istanze di modernizzazione, si continua a negare loro questa opportunità. E si continua invece, in modo né giusto né democratico, a propinare loro per forza in suo luogo la lingua francese, mettendo presidi e scuole medie e superiori nella condizione di fare una figura meschina di arretratezza e di ottusità di fronte alle famiglie. In tal modo si va a ledere il diritto alla scelta e il diritto allo studio.

Nessuno intende mettere in discussione l’importanza della lingua e della cultura francese e neppure si intende cedere alle mode del momento appiattendosi solo sulla lingua inglese. Come seconda o terza lingua il francese va benissimo, ma non si può essere ciechi e non prendere atto del fatto che oggi la lingua inglese è fondamentale in qualsiasi campo: non si può usare l’informatica (Internet), le nuove tecnologie, la letteratura scientifica, non si possono sviluppare relazioni di lavoro e di turismo a livello internazionale, per non parlare della comprensione di canzoni e film, se non si conosce questa lingua.

Non si può continuare a delegare alla scuole private l’insegnamento dell’inglese. O è stata la lobby delle scuole private (italiana e straniere) a frenare in passato scelte di minimo buon senso da parte del Ministero della P.I. e del governo?

Certamente esiste il problema degli insegnanti e delle cattedre. Ma se c’è una volontà determinata le soluzioni si trovano, come la si è trovata quando sono state unificate le cattedre di applicazioni tecniche maschili e femminili o quelle di educazione fisica maschile e femminile. Basta, ad esempio, rendere obbligatorio da subito l’insegnamento di due lingue nelle scuole medie e superiori, di cui una sia necessariamente l’inglese. Così cesserebbe la cattiva fama degli italiana “che non conoscono le lingue straniere”!  Oppure basterebbe un anno sabbatico perché docenti di altre lingue si potessero riciclare come docenti di inglese, se vogliono farlo; se no ci sono tanti laureati disoccupati che aspettano.”

Non crediamo sia questione di costi, perché la spesa sarebbe limitata e transitoria.

Se poi andiamo a vedere i corsi di aggiornamento per docenti troviamo di tutto, persino la grafologia, ma mai dei bei corsi intensivi di inglese.

Più di tanti polveroni su mega riforme basterebbe qualche intervento di questo tipo per fare capire che la scuola si aggiorna, che la scuola fa sul serio.

 

 

 

 

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