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ESTE - VENETO

UN FONDO A SOSTEGNO DEI CITTADINI CHE NON SONO IN GRADO DI TUTELARSI LEGALMENTE

 

La proposta del Presidente del Centro di Este, dott. Mario ROSSIN

 

IL dott. Mario Rossin, responsabile del Centro per i diritti del malato e per il diritto alla salute di Este, ha avanzato una proposta per permettere a chi è privo di mezzi finanziari di tutelarsi sul piano giuridico. Questa proposta è stata inviata ai Sindaci dell’Ulss 17, al Presidente della Regione Veneto e all’Assessore alla Sanità, al Prefetto, ai Ministri della Sanità, Interno e Bilancio e al Presidente della Repubblica. Un ricorso quindi ai massimi livelli! Le risposte finora non sono state soddisfacenti.

Di che cosa si tratta?

Si suggerisce di istituire un fondo per il finanziamento di cause penali e/o civili che cittadini poveri, nullatenenti, danneggiati da errati o inadeguati interventi chirurgici o medici, fossero costretti ad intentare a strutture o a singoli professionisti per ottenere la rifusione di irreversibili danni subiti. Naturalmente spetterà agli organi comunali competenti regolamentare l’accesso al fondo e l’eventuale rientro, a causa vinta, della somma anticipata.

Afferma il Dott. Mario Rossin: “Statisticamente non sono moltissimi i cittadini che hanno la disgrazia di subire danni irreversibili per errori di medici, ma, purtroppo, ce ne sono. Dal mio piccolo osservatorio ho modo di conoscerne più di una decina l’anno. Si tratta di cittadini nullatenenti che “vivono” con una misera pensione o sono giovani a carico di parenti poveri, danneggiati da interventi medici e/o chirurgici errati o inadeguati e sono costretti a vivere con menomazioni parziali o totali di parti del corpo (arti inferiori e/o superiori, cavo orale, ecc.) che li rendono permanentemente incapaci di lavorare e di mantenersi, senza che nessuno li risarcisca del danno provocato loro dai medici.

Non sempre le commissioni per invalidi civili li prendono in considerazione perché spesso confidano nella transitorietà del danno e non nella sua permanenza, cosa che purtroppo, invece, si verifica.

I medici stessi, quando sono tanto onesti da riconoscere di aver sbagliato, suggeriscono ai malati danneggiati di “far loro causa”, cioè di ricorrere alla magistratura in sede civile per ottenere un risarcimento dall’Assicurazione, in quanto loro sono titolari di polizza per danni che provocano ai terzi in sede professionale.

Si sa che l’Assicurazione del medico non paga se non c’è una sentenza della Magistratura competente che la obblighi a farlo.

Occorre quindi che il paziente danneggiato si rivolga ad un medico legale, per l’accertamento dello stato di funzionalità della parte del corpo lesa, e poi si rivolga ad un avvocato che lo difenda in una causa che, di solito, se tutto va bene, dura dai cinque ai dieci anni.

E che causa può intentare chi non ha una lira?

Nella nostra Costituzione sta scritto che “i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge”. Non si tratta perciò di una richiesta di “umanità”, né di carità, ma di giustizia. Il fatto che sussistano situazioni di questo tipo sta a dimostrare che per i cittadini più poveri nella nostra società non c’è giustizia, neanche quando viene intaccata la loro integrità psico-fisica da un cattivo funzionamento delle pubbliche istituzioni.”

 

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