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LO STATO DEI CITTADINI

Dall’intervento di Nando Dalla Chiesa di “Italia Democratica” sulla Riforme proposte dalla Bicamerale

 

“Un’occasione storica, un’occasione da non perdere e da non sacrificare sull’altare di interessi contingenti, che talvolta si sono dimostrati perfino non limpidi; un’occasione da non sacrificare nemmeno sull’altare di una progettazione astratta dalle effettive condizioni storiche e culturali del Paese...

La democrazia dei cittadini, infine. Non dimentichiamo che le Costituzioni si fanno o si modificano in profondità quando si pensa di operare un passaggio storico. E questo passaggio è a mio avviso quello dallo Stato dei partiti allo Stato dei cittadini. I partiti esisteranno, con il loro ruolo primario, ma la democrazia dei cittadini deve svilupparsi.

Con più regole (ecco il bisogno di garanzia) da fare funzionare erga omnes, con più partecipazione alla vita delle istituzioni locali (ecco il federalismo), con più uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (ecco l’indipendenza della magistratura e i diritti dei più deboli), e anche con più possibilità di scelta dei cittadini. E più scelta vuol dire non solo elezione diretta, ma anche partecipazione più alta alla formulazione delle scelte; e dunque, ad esempio, è da auspicare il mantenimento della soglia attuale di firme necessarie a promuovere un referendum.

E più scelta vuol dire anche che chi verrà in Parlamento dovrà comunque passare personalmente per il voto dei cittadini, senza meccanismi di cooptazione di partito, né nella quota proporzionale né nell’ipotizzato listone del premio di maggioranza... Le Istituzioni chiamate elettive devono essere totalmente elettive. Se no la democrazia acquista dei tratti oligarchici e di cooptazione arcaica: ossia diventa un’altra cosa. E il ricco dibattito espresso dalla Bicamerale non merita di concretarsi in un esito istituzionale così indesiderabile, così contradditorio, soprattutto con l’ispirazione che sta all’origine del disegno riformatore. Per questo, nel ringraziare oggi chi si è impegnato per mesi in un faticosissimo lavoro, mi sento di auspicare che lo sforzo ulteriore di tutti consenta un passaggio autentico a una più viva, più alta democrazia”.

 

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