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IMMIGRATI E DIRITTO ALLA SALUTE

di Fiorella Libanoro

Chi si è trovato di fronte a problemi di sanità degli immigrati sa che è preziosa la conoscenza delle leggi che regolano la materia.

Gli immigrati sono una categoria di persone particolarmente in difficoltà quando hanno bisogno di assistenza sanitaria. Già la scarsa padronanza della lingua costituisce una prima barriera per loro. Non dimentichiamo che l’emigrato si trova spesso in condizioni di difficoltà per i documenti, per l’alloggio precario, per la mancanza di rapporti col territorio in cui vive, per cui è portato per legittima difesa a mentire o a sfuggire ai controlli.

Non gli possiamo essere di molto aiuto perciò se noi stessi non conosciamo e non facciamo rispettare le leggi che riguardano gli immigrati.

In primo luogo il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000, dopo aver precisato che gli immigrati sono per la maggior parte giovani sani, ma che le condizioni di vita spesso disagiate minacciano la loro salute, si prefigge di raggiungere nel triennio i seguenti obiettivi: a) "L’accesso all’assistenza sanitaria deve essere garantito a tutti gli immigrati, secondo la normativa vigente, in tutto il territorio nazionale. b) "La copertura vaccinale garantita alla popolazione italiana deve essere estesa alla popolazione immigrata.

Le azioni previste sono:

"- sviluppo di strumenti sistematici di riconoscimento, monitoraggio e valutazione dei bisogni di salute degli immigrati, anche valorizzando le esperienze più qualificate del volontariato;

- formazione degli operatori sanitari finalizzata ad approcci interculturali nella tutela della salute;

- organizzazione dell’offerta di assistenza volta a favorire la tempestività del ricorso ai servizi e la compatibilità con l’identità culturale degli immigrati.

Il Piano Sanitario Nazionale stabilisce le linee guida, però se vogliamo conoscere le norme concrete vigenti sull’assistenza sanitaria degli immigrati dobbiamo rivolgerci alla legislazione nazionale e regionale.

Inoltre la legge 40 del 6/03/1998.

- per gli stranieri regolarmente soggiornanti e i loro familiari a carico all’art. 32 stabilisce che hanno l’obbligo di iscriversi al Servizio sanitario nazionale e hanno parità di trattamento dei cittadini italiani.

- caso diverso è quello dei cittadini stranieri non iscritti al S.S.N.. Questi sono tenuti al pagamento delle prestazioni secondo le tariffe determinate dalle regioni ai sensi dell’art. 8 del decreto 502 del ’92, salvo norme diverse che disciplinano l’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri in Italia in base a trattati e accordi internazionali bilaterali o multilaterali di reciprocità sottoscritti dall’Italia.

- il caso più delicato è quello dei clandestini, cioè dei cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno; ad essi (art. 33) "sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia od infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva e salvaguardia della salute individuale e collettiva". In particolare è garantita "la tutela della gravidanza e della maternità", "la tutela della salute del minore", secondo la Convenzione sui diritti del fanciullo, proclamata a New York il 20/11/1989 e ratificata il 27/05/1991 (L. n. 176) "le vaccinazioni secondo la normativa e nell’ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni"; interventi di profilassi internazionale e delle malattie infettive. Queste prestazioni sono erogate senza oneri a carico dei richiedenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, fatte salve le quote di partecipazione alla spesa a parità con i cittadini italiani.

- lo straniero che intende ricevere cure mediche in Italia (art. 34) e l’eventuale accompagnatore possono ottenere uno specifico visto di ingresso e il relativo permesso di soggiorno. Essi devono presentare una domanda alla struttura sanitaria italiana specificando "il tipo di cura, la data di inizio della stessa e della durata presunta del trattamento terapeutico, l’avvenuto deposito di una somma a titolo cauzionale" e documentare la disponibilità in Italia di vitto e alloggio per l’accompagnatore e per la convalescenza del malato. La domanda può essere presentata anche da un familiare o da chiunque altro vi abbia interesse. Il trasferimento in Italia per cure mediche può avvenire anche nell’ambito di programmi umanitari definiti dall’art 12 dei decreto 502, come modificato dal 517, previa autorizzazione del Ministero della Sanità.

Da conoscere inoltre sono:

Segnaliamo inoltre che l’Osservatorio Ismu (Fondazione Cariplo) nell’anno 1998/99 ha condotto un’indagine riguardante la condizione di salute degli immigrati in particolare nell’area milanese.

Ne scaturisce un risultato sorprendente: per gli immigrati non sembrano esserci particolari problemi di salute, segno evidente che emigrano gli individui più sani e i più intraprendenti e che casomai si ammalano da noi per le condizioni disumane in cui li costringiamo a vivere.

 

ASSOCIAZIONE KIM

per i minori stranieri bisognosi di cure mediche

Fra le varie iniziative solidaristiche nate sul territorio nazionale segnaliamo l’associazione "Kim".

Essa è sorta nel 1997 per iniziativa di persone provenienti dallo scautismo con lo scopo di venire incontro ai problemi dei minori in difficoltà o a rischio di devianza, in particolare per "Assistere i minori gravemente ammaòati che vivono in Italia in condizioni di disagio o in Paesi le cui strutture sanitarie non consentono interventi terapeutici adeguati, attivandosi per ottenere la loro ospedalizzazione e garantire la necessaria assistenza psicosociosanitaria e morale.

L’indirizzo è:

Associazione Kim, via Domenico Alaleona 61, 00124 Roma, tel./fa 06/50913980, c.c.p. 95051009.

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