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                        Assemblea Nazionale del CO.DI.CI. (ndr: il CO.DI.CI è la sigla del nostro vecchio coordinamento)

                     

UN MOVIMENTO DI CITTADINI

 

Con l'Assemblea nazionale del 16 maggio '93 di Roma il Coordinamento Diritti del Cittadino è diventato una vera organizzazione di carattere nazionale, con un proprio Statuto e  propri organi nazionali. Dopo ampia discussione, sono stati approvati la carta di intenti e lo statuto e sono stati eletti: segretario nazionale Ivano Giacomelli, vice-segretari Mariella Gentile e Alberto De Toni, presidente dell' Assemblea nazionale, Carlo Hanau.  

 

 

            ASSEMBLEA NAZIONALE DEL CO.DI.CI.

            

            UN MOVIMENTO DI CITTADINI     

 

approvati lo statuto e la carta di intenti, discusso il programma annuale, eletti gli organi dirigenti nazionali

 

Come annunciato si è svolta l'Assemblea nazionale del Coordinamento Diritti del Cittadino.

Ha aperto l'Assemblea Carlo Hanau che ha ricordato come per alcuni le iniziative per i diritti del malato e del cittadino sono battaglie intraprese da vent'anni e che hanno visto lo sviluppo di molte iniziative. Noi non siamo gruppi di self-help, ma volontari che, attraverso la solidarietà cercano di conciliare i diritti dei cittadini che a volte sono conflittuali. Siamo contenti quando le nostre idee sono fatte proprie da altre associazioni. L'assemblea di oggi però si configura come un momento importante di svolta per lo sviluppo del Coordinamento.

Ha portato, quindi, il saluto a nome del PDS, l'on. Carole Beebe Tarantelli, che ha sottolineato la centralità in questo momento politico di iniziative come quelle per i diritti, per realizzare un Nuovo Patto Sociale, proprio mentre si assiste al dilagare di un certo modo di far politica, non solo di tangentopoli ma anche delle varie forme di corporativismo. E' necessario riaffermare la centralità dei diritti del malato, mentre le misure governative stanno eliminando la prevenzione con rischi gravi per la vita delle persone. Bisogna ripensare anche al diritto allo studio per garantire agli studenti l'accesso agli studi in modo non demagogico ma reale. 

Ha tenuto, a nome del Comitato di Coordinamento la relazione Ivano Giacomelli, che ha ricordato la data importante dell'Ottobre scorso della costituzione del Codici, accennando poi agli appuntamenti che lo hanno visto impegnato in questi mesi: la manifestazione davanti a Montecitorio, la presenza a Milano-Italia, i convegni  a Roma, sugli "anziani" e sul "consenso informato", il nuovo testo su "Il diritto e la salute", la rivista "Diritti e Solidarietà", l'adesione al Referendum contro il decreto De Lorenzo. La proposta di Statuto, ha affermato Giacomelli, è concepita in modo da concedere totale autonomia alla base, in modo che il coordinamento non sia una prevaricazione, ma il potenziamento della iniziativa dei diversi centri attraverso progetti comuni. "Chi siamo, si è chiesto poi; non siamo assimilabili ad altre esperienze, ciò che ci unisce è l'impegno per i diritti pur provenendo da impostazioni ideologiche diverse. Ciò che ci unisce è la solidarietà, il volontariato, l'attenzione al caso singolo; ci siamo caratterizzati per il diritto alla salute, il più sentito dai cittadini, però siamo aperti ai gruppi che operano su altri diritti. Giacomelli ha quindi parlato delle due più rilevanti inziative nell'ambito dell'informazione, il giornale "Diritti e Solidarietà" e il testo appena uscito "Salute: il diritto e la tutela", che possono essere strumenti di lavoro di grande utilità pratica. 

Mariella Gentile di Milano ha detto che ci teniamo alla nostra autonomia, e quindi non siamo in vendita, non prendiamo ordini da nessuno - e questa è la nostra debolezza e la nostra forza -. E' fondamentale, secondo lei, il coordinamento, anche attraverso il giornale 'Diritti e Solidarietà, delle esperienze diverse. Siamo, ha rilevato Mariella Gentile, in un momento difficile. La caduta del muro di Berlino ci aveva fatto credere a una nuova epoca di pace e invece si moltiplicano anche in Europa le guerre. In Italia stiamo assistendo, soprattutto in ambito sanitario ad un attacco allo stato sociale, di cui è espressione la 502. Il nuovo ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia ha promesso delle modifiche, ma dobbiamo stare attenti a cambiamenti che puntino a rabberciare quel decreto senza modificarne la logica antisolidaristica.

Secondo Alberto De Toni, del Centro per i diritti del cittadino di Padova, è importante il tentativo di coniugare, come è stato fatto nella proposta di Carta di intenti, i diritti con la solidarietà, che vengono da culture diverse, gli uni da una cultura laica e di sinistra l'altra dal movimento cattolico sociale. Molti altri esponenti della cultura politica oggi propongono quale nuovo contesto per la società questi due opzioni fondamentali; basti citare Ardigò, Dahrendorf, Rocard.

La scelta del "legame debole" tra i gruppi del Coordinamento non è una rinuncia a un impegno forte, ma è la opzione per un modello di movimento non centralistico, "di comando", ma basato sul protagonismo di base e sulla scommessa sulle idee, sui progetti, non sulla coercizione organizzativa

Per Paolo Cozzi Lepri del Centro per i diritti del cittadino, che è intervenuto per illustrare i singoli punti della Carta di intenti, è essenziale non solo operare insieme ma anche avere alcuni principi comuni, solo così, infatti, la nostra unità non sarà basata solo su slogan ma su un rapporto profondo di solidarietà. E questo ci permetterà di evitare comportamenti negativi come il protagonismo, il personalismo; la solidarietà perciò non deve solo essere un nostro programma ma anche lo stile di lavoro fra di noi. 

 

Antonio Giolo, direttore del giornale 'Diritti e Solidarietà' ha sottolineato la necessità di tutti a sostegno del giornale sia attraverso collaborazioni sia col sostegno finanziario, perché la difficoltà di tenere legami diretti tramite riunioni, fax, telefonate, per l'alto costo economico consiglia di utilizzare il giornale come legame fra i centri. Parlando dello Statuto Giolo ha detto che esso è un ibrido in quanto si è cercato di conciliare due forti esigenze: il rispetto della autonomia di base e la funzionalità complessiva, l'efficacia nell'azione comune. Non abbiamo la presunzione, infatti, di essere un movimento di massa, ora siamo un piccolo seme, ma se opereremo con determinazione e idee giuste potremo crescere molto e cambiare molte realtà di sofferenza e irrazionalità. Ci sono alcuni ambiti in cui possiamo impegnarci con più determinazione, come i residui psichiatrici, questi 'lager della mente', su cui si è impegnata in modo valido la Confederazione ligure dei Centri per i diritti del malato.

Sono intervenuti poi Vincenzo Ferrara che ha proposto la introduzione nella Carta di intenti dei concetti di responsabilità e di etica e Lalla Mellini del Movimento Difesa del Cittadino, che ha richiamato il lavoro per un progetto alternativo di riforma sanitaria avviato dal Comitato per il Referendum.

Maria Chighine di Genova ha affermato anche se non aderente lei si sente molto interessata al processo di costruzione del Codici e si è augurata che la Liguria aderisca in futuro a pieno titolo.

Graziana Delpierre dell'Ada ha preannunciato l'intenzione di questa associazione di aderire in base all'art. 6 dello Statuto e ha ricordato che all'interno del sindacato c'è stata opposizione alle 502, e le forze sindacali sono ancora forze credibili e importanti.

Concettina Giannone ha riferito del lavoro per la sottoscrizione del Referendum sanità che è stato svolto all'interno della Corte dei Conti con molte adesioni. Giovanni Lombardi ha chiesto infine che nella Carta di intenti fosse introdotto il concetto di qualità della vita.

Sono stati quindi messi in votazione e approvati alla unanimità la Carta di Intenti e lo Statuto. Sono stati eletti quindi gli organi statutari. Compongono il Comitato di Coordinamento nazionale: Alberto De Toni, Antonio Giolo, Ivano Giacomelli, Carlo Hanau, Mariella Gentile, Anna Orru, Paolo Cozzi Lepri, Vincenzo Ferrara, Carlo Hanau. Segretario nazionale: Ivano Giacomelli, vicesegretari: Alberto De Toni e Mariella Gentile, presidente della Assemblea nazionale Carlo Hanau.

 

 

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