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Casalmaggiore

CENTRO DEI DIRITTI ALLA SALUTE E DEL CITTADINO - CO.DI.CI.

DETTAGLIATO RAPPORTO ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' DELLA LOMBARDIA  

All'Assessore regionale alla Sanità, prof. Fabio Sereni, Francesca Isidori, presidente del Centro dei diritti alla salute, ha indirizzato un Dossier contenente una serie di precise segnalazioni e richieste che riguardano vari aspetti della situazione sanitaria dell'Ussl di Casalmaggiore, facendosi carico delle istanze avanzate dai cittadini.

Fra di esse ricordiamo:

- la riduzione della attività ambulatoriale della dottoressa Bocelli, che ha interrotto un rapporto sanitario costruttivo, come risulta dalla petizione sottoscritta da 956 cittadini per iniziativa del Coordinamento delle famiglie dei malati Psichiatrici.

- il ricorso alle strutture private reso necessario dal carente funzionamento delle strutture pubbliche. Ci sono apparecchiature inutilizzate come quella per l'elettromiografia, quella per la Fluorangiografia, l'attrezzatura per esami istologici. Altre attrezzature non sono utilizzate per mancanza di personale.

- carenze nella gestione delle cartelle cliniche , che non vengono compilate in tutte le loro parti, non viene trascritta la storia del malato, la sua disponibilità alla donazione di organi ecc...

- scarsa organizzazione nel Pronto soccorso sul problema dell'espianto di organi.

- la non attivazione del Centro Unico di Prenotazione per i Distretti di Casalmaggiore-Viadana-Bozzolo.

- gli edifici dei vecchi presidi ospedalieri di Casalmaggiore e Viadana sono abbandonati poiché non vi è controllo costante di un portinaio, per non parlare della condizione della cucina del nuovo presidio ospedaliero  o della Farmacia, che non è provvista di termoconvettori con rischi per la conservazione dei farmaci.    


a proposito di modello americano di sanità

CHE COSA NE DICONO I VESCOVI CATTOLICI USA   

"Il nostro sistema di assistenza sanitaria si prende cura di troppo pochi individui a costi troppo alti, è iniquo e troppa gente, soprattutto le classi povere, non ne trae alcun beneficio, ed il peso di questa situazione è sopportato soprattutto dagli ispanici e dagli africani. La nostra assistenza sanitaria nei nostri ghetti urbani e in alcune comunità rurali è raffrontabile a quella di alcuni Paesi del Terzo Mondo come dimostrano alcuni indicatori campione, come quello della "mortalità infantile". La priorità deve per forza di cose riguardare i ceti più poveri, che vanno tutelati." ( v. Avvenire 20.06.93)

L'89 % DEI CITTADINI VUOL SAPERE LA VERITA' SULLA PROPRIA MALATTIA

Il consenso informato come inalienabile diritto del malato  
il convegno di Roma- una ricerca a livello nazionale

  I diritti del malato sino ad oggi gridati (cibo caldo, cartellino di riconoscimento, ecc...) pur avendo "svegliato" il cittadino, non hanno ancora creato la crescita e la trasformazione culturale necessarie a cambiare il ruolo del cittadino malato da oggetto a soggetto di cure e servizi.

L'incontro/dibattito tenutosi a Roma il 15 maggio u.s. presso l'ospedale Regina Margherita e organizzato dal CO.DI.CI. ha permesso un ampio confronto sul tema della partecipazione attiva del cittadino alle cure.

La possibilità di partecipare e autorizzare interventi o terapie sul proprio corpo passa attraverso una informazione sufficientemente esaustiva, dialetticamente comprensibile, scientificamente esatta; su queste argomentazioni si è soffermato Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CO.DI.CI.

L'introduzione al dibattito è stata condotta dal Prof. Costantino Iandolo, che ha rappresentato i tre possibili rapporti che vedono come protagonisti il malato e il medico. Partendo dal modello "attività-passività", che è quello in cui oggi il paziente gioca il ruolo della "passività", anche quando non è in coma o in stato di emergenza si è giunti al modello della "partecipazione reciproca" attraverso una possibilità intermedia individuata come modello "guida e collaborazione".

Sono stati presentati  dalla dr. Caterina Di Viggiano i primi dati di una ricerca che il CO.DI.CI. sta conducendo su tutto il territorio nazionale. La ricerca mira all'individuazione di quali e quante informazioni gli operatori sanitari (medici o infermieri) trasmettono ai malati.

E' preoccupante più che interessante il grafico generale (FIG. 1) su cui le colonne bianche sono particolarmente alte e indicano "nessuna informazione", riferite alla domanda:

1) E' stato informato del rischio connesso alla terapia ?

2)     "             "         sulle alternative terapeutiche?

3)     "             "         sulla capacità delle strutture a rispondere in  

                                 caso di manifestazioni di rischio temuto?  

Pare che l'unica informazione chiara concessa al malato(+ 50 %) riguarda la malattia da cui è affetto. Tutto il resto (terapia, accettazione del rischio in base alla valutazione dei danni-benefici, nonché la scelta sulle terapie alternative) è di stretta competenza medica, come se il cittadino una volta ricoverato perdesse la capacità di intendere e volere, come se perdesse la libertà di scelta che gli viene dalla legge.

Mentre l'85 % di informazioni carenti per quanto riguarda i benefici di un determinato trattamento e un 15 % di informazioni chiare sulla stessa domanda è un dato confortato da pubblicazioni su riviste mediche di rilevanza internazionale, e riscontrato nei dati sulle informazioni riferite ai rischi connessi alla terapia in area medica - lo è un pò meno quello sui benefici che può dare la terapia, pur essendo questi certi solo per il 15 %, le informazioni chiare sono il doppio del dato scientifico accettato.

Che cosa significa? Quale valore dare a questi dati?

Sicuramente emerge il bisogno del medico, che è colui che dà il 99 % delle informazioni, di "rassicurare" il malato dando quelle notizie che non creano allarme, ma è espressa altrettanto palesemente la necessità di non perdere il "caso" o il cliente perché al malato non si prospetta mai un'alternativa terapeutica. O forse l'operatore sanitario non vuole peggiorare la propria condizione di incertezza con domande del malato a cui non potrebbe dare una risposta scientificamente certa e minare così il rapporto di fiducia tra

    

Queste domande probabilmente avranno risposta alla fine dell'indagine e dopo un'attenta interpretazione dei dati, non solo numerica. I dati riferiti all'ultima domanda del questionario sono comunque confortanti e sostengono moralmente chi sta conducendo l'indagine contro la forte opposizione dei sanitari (spesso l'autorizzazione di somministrare il questionario ci viene negata).

Una è la certezza che questa indagine ci dà : il paziente vuole essere informato sulla malattia da cui è affetto, vuole conoscere la terapia consigliata, nell'89 % dei casi. Ciò dimostra ancora una volta che il malato non vuole essere oggetto ma soggetto di salute.

 Il segretario regionale CO.DI.CI. Lazio)

 N.B. E' prevista la pubblicazione degli atti completi del convegno sul "consenso informato", con gli interventi, fra gli altri, di Francesca Venditti, Vincenzo Ferrara, Ivano Manzato, Anna Orru, Eliseo Barcaioli, Maria Chighine, Carlo Hanau, Abelardo Sacchetta, Graziana Delpierre, Umberto Cerri.  Chi fosse interessato può prenotarli presso la redazione della rivista.


Convegno nazionale

                 HANDICAPPATI E SOCIETA'

IL POSTO DI LAVORO: UN DIRITTO, UN DOVERE

ORIENTAMENTI CULTURALI E PROPOSTE OPERATIVE

Milano, Salone della Provincia, Via Corridoni, 16 (g.c.) 23 ottobre 1993 - ore 9.00 - 17,30.         

Intervengono: Mons. Giampaolo Crepaldi, Augusto Battaglia, Corrado Mandreoli, Luigi Viviani, Luca Pancalli, Adriano Cassulo, Manuel Gutierrez, Massimo De Rosa.

Per iscrizioni tel. 011/812.23.27-fax011/812.2595.

              LECCE

 

UN GIORNALE PER LA SOVRANITA' DEL CITTADINO "TORTI E DIRITTI"  
a cura del CDS

E' un foglio-inserto del locale "Il Quotidiano", che esce in migliaia di copie, curato dal Centro per il diritto alla salute di Lecce.

Nei primi numeri trovano ampio spazio, ovviamente, argomenti di carattere sanitario, con precise denunce relativamente alle diverse strutture ospedaliere e territoriali. Ci sono però anche numerosi articoli che mettono a fuoco tematiche che riguardano i diritti dei cittadini. Quali, ad esempio il diritto allo studio, il problema delle barriere architettoniche, il problema della attuazione degli statuti comunali, della istituzione del Difensore civico, della applicazione della 241 (la legge sulla trasparenza amministrativa); ma anche i problemi dell'ambiente, della viabilità, dei diritti degli immigrati, dei minori.

I casi trattati sono concreti, basati su precise denunce di cittadini su disfunzioni dei servizi pubblici.

Un foglio per reagire ai torti, alle tante ingiustizie che i cittadini subiscono ogni giorno. "Ma, scrive la direttrice Carmen Starace nell'editoriale del primo numero, tanti cittadini si sono organizzati in movimenti e associazioni per portare avanti, responsabilmente, una  nuova resistenza contro ingiustizia e soprusi, tutelando i diritti e garantendo doveri, per ricostruire il tessuto democratico del nostro Paese, gravemente deteriorato".

La Redazione è in Via Pozzuolo, 67, Lecce, te. 0832/243069.

    Centro per i diritti del malato e per il diritto alla salute di Chioggia

 Il Centro per i diritti del malato e per il diritto alla salute di Chioggia, guidato da Paolo Vecchione, è stato a lungo impegnato nella ricerca di una sede. Ora il problema sembra avviato a soluzione. Il Centro è stato impegnato in questi mesi in diverse iniziative. Citiamo, fra le altre, la costituzione di un comitato per la lotta contro gli sprechi e la protesta contro la Ulss per il modo in cui è stata gestita l'esenzione tickets, in particolare del programma 'Benessere donna', che ha visto molti pazienti costretti a versare tikets da cui potevano essere esentati.


GENOVA 

CHIUSE SALE OPERATORIE MANCANO DUE REFRIGERATORI 

Presso il reparto di Cardiochirurgia del San Martino di Genova sono state chiuse per inagibilità due sale operatorie il 10 maggio scorso, per la mancanza di due refrigeratori necessari a tenere la temperatura sui 18-20 gradi come richiesto durante gli interventi al cuore. Ne era rimasto uno in funzione, ma negli ultimi giorni si era rotto anche quello. Gravi disagi e rischi per malati in attesa di interventi chirurgici rinviati e costi per questi ritardi. Maria Chighine presidente della Confederazione dei Centri liguri per la tutela del malato, dopo sollevato la questione senza aver risposta dagli amministratori si è rivolta alla Magistratura e al Prefetto, ottenendone l'intervento.

 MALATI DI MENTE SENZA ASSISTENZA 

Anche in Liguria, come del resto in molte altre regioni, c'è una carenza di strutture intermedie, e questo fa sì che i centri diurni per malati psichici e i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura non riescano a far fronte alle richieste di assistenza e questo provoca gravi disagi ai malati e alle loro famiglie. Alla Confederazione dei Centri liguri per la tutela dei diritti del malato sono giunte diverse denuncie fra le quali quella di una signora di ottantacinque anni costretta a rinviare una operazione agli occhi perché la figlia, affetta  da meningoencefalite, con attacchi epilettici e crisi aggressive, si è aggravata e non trova posto in una struttura sanitaria.

La Confederazione ha sollevato sulla stampa, ma anche in televisione, da Maurizio Costanzo, la condizione di abbandono del residuo psichiatrico di Cogoleto, per la carenza fra l'altro di infermieri; si è riusciti a bloccare per fortuna la discarica vicino all'ospedale psichiatrico.