CARTA DI INTENTI  del CO.DI.CI.                                                                   

 

Principi generali

 

Il CO.DI.CI. è formato dai Centri per i diritti dei cittadini che, operando in modo autonomo a livello locale e regionale, intendono dare, attraverso un collegamento stabile a livello nazionale, maggiore efficienza alla propria azione.

Il CO.DI.CI. è una formazione sociale indipendente, che sviluppa la propria iniziativa a favore dei diritti dei cittadini, attraverso un'azione di denuncia, di controllo e di proposta, che si fonda su principi di equità. L'impegno volontario dei suoi aderenti nasce da richieste di giustizia e da motivazioni etiche, religiose o umanitarie, al fine su tutelare la qualità della vita di ogni cittadino.

Il CO.DI.CI., in considerazione del fatto che altre associazioni e movimenti operano nel suo stesso ambito, ritiene opportuno stabilire con essi un rapporto di collaborazione, su una base di parità e di autonomia, e individua la propria specificità nel fondare i diritti di cittadinanza sulla solidarietà e sulla responsabilità.  Fare riferimento solo ai diritti può, infatti, portare a una cultura rivendicazionistica che chiede tutto allo stato e da esso tutto si aspetta. Parlare solo di solidarietà può voler dire ricadere nell'assistenzialismo pietistico e in una concezione privatistica della società. Il motivo di esistenza del CO.DI.CI è pertanto l'attuazione dei diritti del cittadino, secondo una concezione sociale fondata sulla solidarietà.

Il CO.DI.CI. riconosce, infatti,  ogni persona umana, di qualsiasi origine e condizione, come portatrice di diritti fondamentali e inviolabili e dotata di una propria soggettività.

 

Obiettivi

 

Il CO.DI.CI. adotta la "strategia dei diritti" per affermare la centralità della persona e dei suoi i diritti, ponendo come obiettivo la loro concreta attuazione.

Il CO.DI.CI. si occupa in modo particolare di ogni violazione dei diritti che determina quotidianamente situazioni di sofferenza e di conflittualità. Perciò la sua attenzione è rivolta in modo particolare ai soggetti  più deboli della società, quelle persone che vengono discriminate e pertanto sono nella condizione di non potersi difendere in modo adeguato, per motivi di salute, di situazione economica, di età,  di sesso, di razza, di religione, di etnia. A queste persone prioritariamente vuole rivolgersi, costruendo con esse un cammino di riscatto e di dignità sociale, rimuovendo gli ostacoli che rendono difficile l'esercizio del proprio ruolo di cittadini. Più in generale CO.DI.CI. interviene per eliminare dalla società tutte le disfunzioni e gli sprechi che ostacolano il corretto funzionamento della pubblica amministrazione dei servizi sociali, causando disagi e irrazionalità. 

Il CO.DI.CI. inoltre, non intende basare la propria iniziativa su denunce generiche e qualunquistiche, che tendono ad alimentare la sfiducia  verso le strutture pubbliche a vantaggio di una privatizzazione selvaggia, ma avanza critiche precise e documentate, individua le cause delle disfunzioni e propone rimedi adeguati.  Nell'analisi delle cause tiene presente i condizionamenti soggettivi e oggettivi, le scelte, i meccanismi consolidati, le abitudini, le "convenienze"diffuse.  In ogni caso più che la proclamazione del tema dei diritti è interessato alla loro concreta applicazione.

Ritiene, inoltre, che non serva favorire un puro aumento quantitativo dei servizi o alimentare richieste e bisogni artificiosi, che richiedono risorse illimitate e irrealistiche, ma che si debba dare risposta alle necessità basilari, indispensabili per il benessere fisico e psichico delle persone.

 

Strumenti

 

Il CO.DI.CI. sviluppa, a livello metodologico, la sua iniziativa secondo le seguenti indicazioni:

- l'informazione dei cittadini sui loro diritti fornendo loro strumenti di autotutela; questa azione a livello culturale si può articolare in conferenze, convegni, diffusione di opuscoli, redazione di un proprio giornale, realizzazione di indagini e ricerche sul territorio.

- la realizzazione di centri dei diritti, come "sportello sociale", che localmente raccoglie le segnalazioni delle violazioni di diritti a danno dei cittadini più deboli, cercando poi di agire per rimuovere le cause che producono il disagio, ricorrendo a tutti i mezzi, culturali, giuridici, politici, con l'azione diretta di protesta  e  l'offerta di collaborazione nei confronti dei responsabili delle strutture, la denuncia attraverso i mass media ecc.;

- il coinvolgimento degli operatori, per costruire con loro una professionalità moderna, attenta ai rapporti umani;

- la partecipazione alla programmazione e la verifica della gestione della realtà socio-sanitaria, in contatto costante con i responsabili ai vari livelli della cosa pubblica, attraverso la elaborazione di proposte operative e concrete sulla gestione dei servizi anche a livello legislativo e amministrativo;

- il procedere con la metodologia dei "progetti" messi a punto da commissioni guidate da un responsabile, sui temi specifici.

 

Il "fare politica" del CO.DI.CI. non si colloca sul terreno dei partiti e consiste nel battersi contro l'illegalità, il pensare solo a sé, al proprio gruppo sociale, alla propria realtà locale, per affermare la responsabilità, la trasparenza, il bene comune, lo stato di diritto. Per riaffermare, contro una mentalità individualistica ed egoistica che si va diffondendo, che ha ancora senso ed è possibile essere solidali, modernizzare senza emarginare, valorizzare l'autonomia e le diversità e nello stesso tempo trovare elementi di unità e di uguaglianza; che anzi è l'unica possibilità di sviluppo a livello sociale, se si vogliono evitare conflitti anche cruenti e danni irreparabili, mentre ci sono le risorse per realizzare possibilità inedite di pace e di sviluppo per tutti gli uomini.