LA SALUTE : QUALI I COSTI, QUALI I BENEFICI                                                                                                              

di Mariella Gentile vice-segretaria nazionale del CO.DI.CI.

 

Negli ultimi due o tre anni, con una campagna di informazione sempre più capillare ed aggressiva, hanno cercato di convincerci che da un lato in Italia si spende troppo poco per la sanità e dall'altro che la causa di tutti i mali, le disfunzioni, gli sprechi fosse proprio il Sistema Sanitario Nazionale.

Da tali premesse e grazie al battage ben orchestrato messo in campo dall'allora ministro della Sanità De Lorenzo, si è arrivati a propinarci come rimedio la peggiore delle cure - il decreto -legge  5O2 -  da noi giustamente e prontamente definito controriformatore. Tale giudizio è stato condiviso da 1.3OO.OOO cittadini italiani che hanno firmato per il Referendum abrogativo  proposto anche dal nostro movimento; questo non può che confermare la nostra analisi e il nostro giudizio sulla questione sanitaria.

Entrando più nello specifico dei problemi, cerchiamo di esaminarli secondo la chiave di lettura di quali debbano essere  le prestazioni e quali i costi in un sistema sanitario che debba essere a misura delle esigenze dei cittadini e nel contempo efficiente.

1) La spesa sanitaria in Italia è una delle più basse in Europa. Nel 1990 il rapporto tra spesa sanitaria pubblica e prodotto interno lordo è stato per l'Europa di 7,1 e per l'Italia di 6,4.

Non è dunque vero che si spende troppo; vediamo invece dove si spende male.

2) Il prontuario farmaceutico italiano è uno dei più nutriti e peggio assortiti. Esperti di fama internazionale dichiarano che attualmente circa il 3O% dei farmaci del Prontuario Terapeutico Nazionale non è scientificamente giudicabile efficace.

Per quello che concerne gli sprechi relativi ai farmaci, basti citare la ricerca compiuta dalla Regione Lombardia che ha valutato un risparmio potenziale di circa 3OO miliardi acquistando in Francia i principali farmaci, anziché in Italia.

Sempre sull'uso improprio dei farmaci, e quindi su un basso rapporto costi-benefici, tra i primi trenta in graduatoria per spesa nel 1991 (quelli con documentazione ampia di efficacia) sono solo poco più della metà (17/3O). Il che significa che attualmente  il consumo di circa la metà dei farmaci  più prescritti potrebbe essere evitato.

Attualmente la spesa farmaceutica annua del SSN per farmaci privi di adeguata documentazione di efficacia (cioè inutili o ancillari) é di circa 5000 miliardi di lire.

A questo risparmio diretto va sicuramente aggiunto quello indiretto, dovuto alla diminuzione degli effetti collaterali iatrogeni, che anche i farmaci inutili o di supporto possono causare.

Escludendoli dal Prontuario Farmaceutico, e nel contempo abolendo il ticket dai farmaci essenziali - il cui elenco va rivisto,  aggiornato ed ampliato - ne deriverebbe un notevole risparmio per i cittadini, per la loro salute e per le casse dello Stato.

3) Lotta agli sprechi mediante una revisione delle procedure per gli acquisti, appalti e forniture.

4) Contenimento e controllo delle prestazioni in regime di convenzione in una prospettiva di separazione tra pubblico e privato.

5) Miglior utilizzo degli incentivi di produttività, del day hospital.

Tutte queste misure insieme possono far risparmiare una notevole quantità di denaro, stimabile tra gli 8000 e 1O.OOO miliardi annui.

Quali sono state invece le scelte alla base del decreto 5O2 ?

Quelle di incidere solamente sui cittadini, imponendo aggravi pesanti, faticosi e a volte persino umilianti mediante i famigerati bollini, tickets etc.

Il cittadino si è inoltre sentito disorientato, poiché, a fronte di esenzioni limitate per i farmaci, ha finito per scegliere di volta in volta se curarsi e come ; si è voluto "calmierare" a valle per non intaccare il potere e i profitti delle industrie farmaceutiche, così invece di una revisione su basi scientifiche del Prontuario ci si è affidati alle capacità di autolimitazione del cittadino che deve risparmiare sui bollini.

Altra conseguenza rilevante della 502 la si è avuta per le prestazioni orientate alla prevenzione o alla diagnosi precoce, in particolare quelle relative alla diagnosi precoce del tumore al seno sembrano essersi ridotte drasticamente con costi sociosanitari ed umani ben immaginabili.

Gli sponsors della controriforma sanitaria erano numerosi sia nei partiti di governo sia nelle holding finanziarie di gruppi pronti ad ingenti investimenti nella sanità privata, ed ora nessuno ci ha minimamente documentato sulla reale diminuzione dei costi ottenuta, mentre i cittadini possono documentare sull'assoluta mancanza dei benefici.

Siamo in attesa di ulteriori sviluppi, 1.300.000 cittadini hanno sottoscritto per vederli.