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GRANDE SUCCESSO DEL
REFERENDUM SANITA': UN MILIONE E TRECENTOMILA
FIRME La nostra adesione immediata, come CO.DI.CI., al Referendum e il nostro impegno determinato ai diversi livelli - nazionale, regionale, provinciale, locale - ha avuto un ruolo significativo per questa grande vittoria dei cittadini per la difesa del diritto costituzionale alla salute. Le firme del Referendum sanità sono state firme militanti, consapevoli, perché ci sono stati notevoli fattori di distrazione (Referendum elettorali, elezione dei sindaci in molte città, ma è mancato soprattutto quel battage dei mass media che ha dato slancio ai Referendum di Segni). Sono firme conquistate una ad una nelle piazze, nei mercati, tra la gente.Un duro colpo al decreto De Lorenzo, questo ex-ministro che sta facendo una collezione incredibile di avvisi di garanzia, per accuse pesanti, e che ha portato un attacco gravissimo a una sanità per tutti i cittadini. Gli amici di De Lorenzo, i dirigenti nazionali del Tdm-Mfd, che sul decreto hanno assunto una posizione ambigua, e si sono rifiutati di aderire al Referendum, giudicandolo inutile, dovrebbero avere il coraggio di rivedere le loro posizioni. Ora il nostro impegno deve continuare non solo per seguire gli sviluppi del Referendum, fino al momento del voto, ma anche per costruire una proposta alternativa di riordino del sistema sanitario. |
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editoriale - DIRITTI SENZA FRONTIERE Questo ci sembra oggi la tentazione più pericolosa. Perché
lo spettro che si aggira per l'Europa, dopo il crollo dell'Est e la crisi
della socialdemocrazia e dei partiti popolari, non è il comunismo di Marx,
ma è il neoegoismo collettivo. Sia nelle sue espressioni più aggressive e
razziste, sia nelle forme più camuffate e ipocrite dei Pasqua-Balladur,
dei Kohl, della Lega Nord.
Tutte concordi nel fissare i confini dell'umanità dotata di diritti
ai confini dell'Occidente, o addirittura alle aree più sviluppate
dell'Occidente. Certo le giustificazioni non mancano per dire che gli
altri, i sottosviluppati, se vogliono si ammazzino pure fra di loro,
muoiano di fame o di malattie, ma stiano fuori dei piedi, stiano a casa
loro, imparino a lavorare di più e a fare meno figli; e ci accolgano bene
quando andiamo a vedere il loro folklore o ricorriamo alla prostituzione
delle loro ragazze e dei loro ragazzi. Non pretendano di venire a
disturbare la nostra società laboriosa e ordinata. Se proprio insistono a
venirci a fare da schiavi, lo sappiano che vengono a loro rischio e
pericolo, perché al primo sgarro via! e poi c'è qualche giovinastro di
buona famiglia che, poverino, non ama i neri. Non vogliamo che qualcuno da
vicino ci ricordi brutalmente che la ricchezza nel globo è spartita molto
male, che il nostro modello di consumi e di sprechi è insostenibile per il
pianeta, soprattutto se si estende alle aree sottosviluppate.
Tutti vogliamo il cambiamento,
ma non toccateci il nostro benessere, ancorché miserabile e intriso del
sangue di tanti nuovi paria del globo. Questo è il nuovo verbo che si
diffonde per l'Europa, un impulso molto istintivo, sprezzante verso "i
diritti inviolabili dell'uomo e...i doveri inderogabili di solidarietà"
(art. 2 della Costituzione). La lunga lotta del movimento operaio, dei
movimenti cattolico,
socialista e comunista avevano creato l'opinione nella società
della prevalenza del bene comune, della giustizia, del riscatto degli
oppressi. E i ceti dominanti, anche quando continuavano a sfruttare i
lavoratori, lo facevano o con la cattiva coscienza di essere dalla parte
del torto o comunque non ardivano sostenere sfacciatamente il loro diritto
al privilegio. Oggi invece si fa sempre più diffusa questa tendenza che
prescinde da qualsiasi valore morale e sociale e che rivendica il diritto
al proprio esclusivo benessere. Un nuovo egoismo senza
maschere e senza pudore! Se è comprensibile, però, il disgusto
verso una politica assistenziale dei partiti tradizionali, che ha puntato
più a costruire vaste clientele elettorali che a governare lo sviluppo,
non ci si può aspettare nulla di buono da questo riesplodere nella società
della legge della giungla, che, estesa a livello planetario, non può che
riportatrci alla guerra di tutti contro tutti. . Anche i diritti del malato,
infatti, rischiano di
diventare un lusso se li restringiamo a noi europei, se non teniamo
presente un'ottica più ampia,
mentre masse sterminate sono alle prese con problemi primordiali di
sopravvivenza e premono alle nostre frontiere dall'Est e dal Sud. I
diritti dei cittadini non hanno frontiere e devono essere la base di una
nuova etica sociale, di una cittadinanza mondiale. Bisogna riscoprire il
valore della condivisione, il grande senso che acquista la nostra vita di
cittadini del benessere se la spendiamo almeno un pò per il riscatto di
milioni di persone oppresse dalle guerre e dalla miseria. Certo i problemi ci sono e non
si risolvono solo con i buoni sentimenti, le belle parole, le utopie. E' necessaria un'azione in diverse
direzioni: rapporti commerciali equi e forme di sostegno per favorire
l'autosviluppo delle nazioni povere, una gestione responsabile del
fenomeno dell'immigrazione che non va abbandonato a se stesso, un sostegno
convinto al volontariato internazionale. I nemici della solidarietà non
hanno nessuna intenzione di misurarsi con questi problemi, cavalcano solo
la voglia "viscerale" di tranquillità e di ricchezza, che vecchie e nuove
forme di egoismo vanno diffondendo. A noi non interessa una politica
che non fa i conti con questi problemi, che parte dalle alleanze di
vertice, da patteggiamenti fra i soliti noti. Noi vogliamo una politica che
parta dai cittadini, dai loro diritti, dalle reti di solidarietà, che
prenda la condizione degli ultimi a metro di giudizio di una società. E
chi si schiera da questa parte, come nel Referendum sanità, sappia che ci
avrà, nella nostra completa autonomia, al suo fianco.
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NON SOLO IL NOSTRO NO AL
FAMIGERATO DECRETO DE LORENZO MA ANCHE INCONTRO DEL CO. DI.CI. COL NUOVO MINISTRO DELLA
SANITA', MARIA PIA GARAVAGLIA a cura del segretario nazionale CO.DI.CI. Abbiamo raggiunto e abbondantemente superato il quorum
delle firme richieste per il Referendum. Sono state infatti
depositate 1.300.000 firme. Un successo straordinario come si prospettava
ma che non era affatto scontato. Anzi questo referendum ha trovato molti
ostacoli e molta disattenzione da parte dei mass media. Comunque ora si
apre una fase nuova per la sanità. I politici e i burocrati che hanno
voluto la controriforma hanno i loro guai con la giustizia che si sono
ampiamentese meritati. L'attuale
Ministro, da parte sua, ha dato segnali completamente diversi dai
suoi predecessori. Il CO.DI.CI. ha avuto modo di apprezzare la diversa
impostazione all'incontro con il Ministro della Sanità, Maria Pia
Garavaglia, a cui ha partecipato col suo segretario quale membro del
Comitato promotore del referendum abrogativo del Decreto Legge 502/92
(CO.R.SA). Durante l'incontro il Ministro ha illustrato le linee
guida a cui ritiene di attenersi per la modifica del 502. Naturalmente
tutto va preso con estrema cautela ma alcune linee guida sono apprezzabili
e obiettivamente non si discostano dai principi espressi nel documento
unitario del CO.R.SA. Un fatto grave, che voglio sottolineare, è l'affermazione
fatta dal Ministro, in riferimento ad alcuni sindacati, che essi avrebbe
espresso interesse affinché siano previste, nel futuro decreto di modifica
del 502 mutue integrative e volontarie. Su questo punto siamo categorici,
le mutue non le vogliamo. L'attuale diritto privato permette a tutti di farsi una assistenza privata,
non vediamo il bisogno di prevederla per legge, per di più in alternativa
al servizio pubblico. Quello che stupisce è che questa proposta arrivi dai
sindacati. Al Ministro è stato consegnato il documento finale
prodotto dal CO.R.SA. per la modifica del 502/92. Come CO.DI.CI. dobbiamo
dire che ci riteniamo molto soddisfatti; esso rappresenta un momento di
grande attività e proposizione in cui le eterogenee forze presenti nel
comitato promotore hanno saputo fare sintesi e superare le diversità di
vedute e i corporativismi. Abbiamo trovato elementi comuni non soltanto
nel chiedere l'abrogazione della legge ma nel costruire il nuovo. Questo
può essere il preludio ad una diversa possibilità di rapporto anche con
altri settori sociali ed in particolare con le categorie mediche. Mi
sembra più che mai importante sottolineare i punti contenuti nel
documento: - prevenzione,
diagnosi, cura e riabilitazione come unitario e inscindibile approccio
generale; Questi sono, per sommi capi, i principi ispiratori del
documento del Comitato promotore. Documento che ha un valore non solo
politico ma anche giuridico, perché esso rappresenta le linee
interpretative a cui la Corte Costituzionale dovrà fare riferimento nel
caso in cui sia chiamata a stabilire se un eventuale decreto del Governo
di modifica del 502 risponda alla richiesta referendaria o se si dovrà
andare comunque alle urne per il Referendum sanità. Dobbiamo notare con grande soddisfazione che sono state
accolti a alcuni principi in tema di controlli, partecipazione e
informazione del cittadino che fanno parte da tempo delle nostre proposte
e delle nostre battaglie: segno certo ed inequivocabile che qualcosa sta
cambiando davvero. |
a proposito di modello americano di sanità
CHE
COSA NE DICONO I VESCOVI CATTOLICI USA
"Il
nostro sistema di assistenza sanitaria si prende cura di troppo pochi individui
a costi troppo alti, è iniquo e troppa gente, soprattutto le classi povere, non
ne trae alcun beneficio, ed il peso di questa situazione è sopportato
soprattutto dagli ispanici e dagli africani. La nostra assistenza sanitaria nei
nostri ghetti urbani e in alcune comunità rurali è raffrontabile a quella di
alcuni Paesi del Terzo Mondo come dimostrano alcuni indicatori campione, come
quello della "mortalità infantile". La priorità deve per forza di
cose riguardare i ceti più poveri, che vanno tutelati." ( v. Avvenire
20.06.93)