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GRANDE SUCCESSO DEL REFERENDUM SANITA'

UN MILIONE E TRECENTOMILA  FIRME

PER IL DIRITTO ALLA SALUTE CONTRO IL DECRETO DE LORENZO

 

 

La nostra adesione immediata, come CO.DI.CI., al Referendum e il nostro impegno determinato ai diversi livelli - nazionale, regionale, provinciale, locale - ha avuto un ruolo significativo per questa grande vittoria dei cittadini per la difesa del diritto costituzionale alla salute.  Le firme del Referendum sanità sono state firme militanti, consapevoli, perché ci sono stati notevoli fattori di distrazione (Referendum elettorali, elezione dei sindaci in molte città, ma è mancato soprattutto quel battage dei mass media che ha dato slancio ai Referendum di Segni). Sono firme conquistate una ad una nelle piazze, nei mercati, tra la gente.

Un duro colpo al decreto De Lorenzo, questo ex-ministro che sta facendo una collezione incredibile di avvisi di garanzia, per accuse pesanti, e che ha portato un attacco gravissimo a una sanità per tutti i cittadini.

Gli amici di De Lorenzo, i dirigenti nazionali  del Tdm-Mfd, che sul decreto hanno assunto una posizione ambigua, e si sono rifiutati di aderire al Referendum, giudicandolo inutile, dovrebbero avere il coraggio di rivedere le loro posizioni.

Ora il nostro impegno deve continuare non solo per seguire gli sviluppi del Referendum, fino al momento del voto,  ma anche per costruire una proposta alternativa di riordino del sistema sanitario.

 

 

NON SOLO IL NOSTRO NO AL FAMIGERATO DECRETO DE LORENZO

MA ANCHE

PROPOSTE ALTERNATIVE PER IL RIORDINO DEL SISTEMA SANITARIO

ELABORATE DAL COMITATO REFERENDUM SANITA' (CO.R.SA.)

 

INCONTRO DEL CO. DI.CI. COL NUOVO MINISTRO DELLA SANITA', MARIA PIA GARAVAGLIA

 

Ivano Giacomelli

segretario nazionale CO.DI.CI.

 

Abbiamo raggiunto e abbondantemente superato il quorum delle firme richieste per il Referendum. Sono state infatti depositate 1.300.000 firme. Un successo straordinario come si prospettava ma che non era affatto scontato. Anzi questo referendum ha trovato molti ostacoli e molta disattenzione da parte dei mass media. Comunque ora si apre una fase nuova per la sanità. I politici e i burocrati che hanno voluto la controriforma hanno i loro guai con la giustizia che si sono ampiamentese meritati. L'attuale  Ministro, da parte sua, ha dato segnali completamente diversi dai suoi predecessori. Il CO.DI.CI. ha avuto modo di apprezzare la diversa impostazione all'incontro con il Ministro della Sanità, Maria Pia Garavaglia, a cui ha partecipato col suo segretario quale membro del Comitato promotore del referendum abrogativo del Decreto Legge 502/92 (CO.R.SA).

Durante l'incontro il Ministro ha illustrato le linee guida a cui ritiene di attenersi per la modifica del 502. Naturalmente tutto va preso con estrema cautela ma alcune linee guida sono apprezzabili e obiettivamente non si discostano dai principi espressi nel documento unitario del CO.R.SA.
I punti più significativi sono: la regionalizzazione effettiva del S.S.N.; i trasferimenti alle Regioni senza vincoli di destinazione se non quella sanitaria) per permettere una reale autonomia di programmazione; il reperimento delle risorse attraverso la fiscalizzazione degli oneri sociali. Inoltre lo Stato, secondo il Ministero, dovrà stabilire, attraverso i Piani Sanitari Nazionali, le linee guida e le prestazioni minime di erogazione. Piani che non dovrebbero essere più libri dei sogni ma programmi annuali con obiettivi reali. La Usl dovrebbe diventare una azienda secondo i modi previsti dalla L. 142/90 (Autonomie Locali) e dovrebbe essere articolata in distretti sanitari in cui rientra, con ruolo fondamentale e non solo di facciata, il Sindaco.

Un fatto grave, che voglio sottolineare, è l'affermazione fatta dal Ministro, in riferimento ad alcuni sindacati, che essi avrebbe espresso interesse affinché siano previste, nel futuro decreto di modifica del 502 mutue integrative e volontarie. Su questo punto siamo categorici, le mutue non le vogliamo.

L'attuale diritto privato permette a tutti  di farsi una assistenza privata, non vediamo il bisogno di prevederla per legge, per di più in alternativa al servizio pubblico. Quello che stupisce è che questa proposta arrivi dai sindacati.

Al Ministro è stato consegnato il documento finale prodotto dal CO.R.SA. per la modifica del 502/92. Come CO.DI.CI. dobbiamo dire che ci riteniamo molto soddisfatti; esso rappresenta un momento di grande attività e proposizione in cui le eterogenee forze presenti nel comitato promotore hanno saputo fare sintesi e superare le diversità di vedute e i corporativismi. Abbiamo trovato elementi comuni non soltanto nel chiedere l'abrogazione della legge ma nel costruire il nuovo. Questo può essere il preludio ad una diversa possibilità di rapporto anche con altri settori sociali ed in particolare con le categorie mediche. Mi sembra più che mai importante sottolineare i punti contenuti nel documento:

- prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione come unitario e inscindibile approccio generale;

- integrazione funzionale tra tutti i servizi sanitari;

- globalità degli interventi rivolti alla persona e alla comunità

  attraverso un lavoro di équipe;

- contenimento dell'ospedalizzazione e scelta privilegiata del

   domicilio come luogo di cura; servizi pubblici alternativi al

   ricovero;

- integrazione tra servizi sociali e sanitari;

- riordino della politica farmaceutica;

- fiscalizzazione dei contributi sanitari e un NO secco alla possibilità

   di uscire dal sistema sanitario nazionale attraverso forme

   differenziate di assistenza;

- regionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale;

- superamento della logica convenzionale nel rapporto con le

   strutture private;

- attivazione di procedure per la verifica della qualità

   dell'assistenza;

- ampliamento ed estensione delle norme sulla trasparenza

  amministrativa all'attività delle strutture sanitarie;

- compilazione di un  Testo Unico sulla sanità.

Questi sono, per sommi capi, i principi ispiratori del documento del Comitato promotore. Documento che ha un valore non solo politico ma anche giuridico, perché esso rappresenta le linee interpretative a cui la Corte Costituzionale dovrà fare riferimento nel caso in cui sia chiamata a stabilire se un eventuale decreto del Governo di modifica del 502 risponda alla richiesta referendaria o se si dovrà andare comunque alle urne per il Referendum sanità.

Dobbiamo notare con grande soddisfazione che sono state accolti a

alcuni principi in tema di controlli, partecipazione e informazione del cittadino che fanno parte da tempo delle nostre proposte e delle nostre battaglie: segno certo ed inequivocabile che qualcosa sta cambiando davvero.   

 

 

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