ALTRO CHE DIRITTI DEL MALATO, QUI SI SPECULAVA ANCHE SUL SANGUE

E CON LA GARAVAGLIA CAMBIA LA MUSICA? 

Forse dobbiamo prepararci al Referendum

  L'opinione pubblica è sconvolta dagli scandali che l'hanno investita e che vanno al di là di ogni immaginazione. Ci riferiamo ovviamente non solo al tesoro di Poggiolini e allo scandalo del sangue, alle ruberie confesse di De Lorenzo (il promotore di una sanità tecnica sottratta ai politici!) ma anche agli scandali dei trapianti e a quelli ipotizzati anche da noi sulla sperimentazione farmaceutica.  Nonostante il milione e trecentomila firme presentate per il referendum per l’abrogazione del D.L. 502/92, l’attuale governo sembra non prendere nella più minima considerazione questo fatto. anche se il Ministro Garavaglia con le sue proposte ha  la volontà di invertire la tendenza rispetto all’orientamento di De Lorenzo.

Prendiamo atto di questo ma dobbiamo dichiararci comunque insoddisfatti: le proposte di revisione della 502, presentate dal Consiglio dei Ministri, pur rappresentando delle novità, non rispondono affatto alle esigenze referendarie. E non tanto per una scelta massimalista ma perché crediamo che il decreto De Lorenzo sia sbagliato nella sua stessa intrinseca filosofia.

Ma non è questo quello che mi colpisce di più in questa vicenda. Negli incontri del CORSA (Comitato Promotore Del Referendum), cui ho partecipato come rappresentante del CO.DI.CI., ho registrato, sia da parte del Ministro che dei Parlamentari di Camera e Senato, la consapevolezza che le modifiche da loro apportate non siano sufficienti ad impedire il referendum e quindi non rispondano alle esigenze di superamento che esso rappresenta.

Anche se non siamo di fronte a proposte precise, perché, mentre andiamo in stampa la Finanziaria non è stata ancora votata, la tendenza sembra delineata. Le Usl saranno ridotte di numero (è da anni che se ne parla), e avranno ampia autonomia finanziaria e gestionale; inoltre si avranno: la trasformazione degli ospedali più importanti in aziende autonome, ampi poteri al direttore generale, definizione di standard minimi di assistenza, decisi dal Ministero della Sanità, con possibilità di miglioramento dei livelli di assistenza da parte delle regioni, delle Usl attraverso accordi di varia natura, ma da esse sostenuti finanziariamente. Saranno introdotti dal prossimo anno i cosiddetti "fondi sanitari integrativi", al posto delle mutue di De Lorenzo, che consentiranno prestazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dallo Stato. Verrà inoltre posto fine al regime delle convenzioni: entro tre anni non ci saranno più cliniche convenzionate, ma prestazioni pagate secondo un tariffario e chiunque potrà farsi curare dove vuole e la struttura, privata o pubblica chiederà all'Uls il pagamento della prestazione.

Rimane, come si vede (fondi sanitari integrativi-aziende ospedaliere autonome-accentramento della gestione nel direttore generale) la sostanza del decreto 502/92, che ha incontrato la nostra opposizione. E ciò significa quindi, salvo cambiamenti rilevanti, l’impossibilità di evitare il referendum, a meno che il nuovo parlamento tolga di mezzo anche questo secondo 502, che fa rientrare dalla finestra ciò che si era cercato di far uscire dalla porta. Ma non dimentichiamo che si tratta di un Ministro della Sanità che era sottosegretario di De Lorenzo e di un Governo in cui ancora operano gli stessi tecnici che hanno prodotto l’odiato decreto.

Intanto il CO.DI.CI. deve mettere in cantiere una lunga battaglia referendaria.