Esperienze di Solidarietà concreta

UN ARCOBALENO

di F.L.

 

Abbiamo lavorato impegnando le nostre ferie, le nostre vacanze per ristrutturare una casa diroccata, senza porte e finestre, col pavimento rotto e senza sanitari. Abbiamo fatto intonaci, rifatto il bagno, il pavimento, l'impianto elettrico, quello dell'acqua, dato la tinta, con cazzuole, calce e attrezzature varie.

Alcuni con perizia, altri imparando con buona volontà. Tra sudore, imprecazioni, amicizia vera.

Un gruppo più ristretto in modo assiduo, 8 ore al giorno per un mese gratuitamente, altri in modo più saltuario, coinvolti al momento del bisogno.

La Regione, tramite l'Amministrazione comunale, ha messo a disposizione cinque milioni per il materiale.

Una famiglia di persone con problemi relazionali e di autogoverno, che viveva in un tugurio, una sola stanza per letti e cucina, un vero antro da strega, annerito dal fumo, perché non c'era camino, senza riscaldamento, senza vere porte, senza bagno, ora può fare la doccia, avere una stanza da letto.

Niente di eccezionale nella nostra azione. Quanti si danno da fare come noi impegnando il loro tempo, salvando migliaia di bambini della ex-Jugoslavia, dell'America Latina, assistendo anziani, handicappati, tossicodipendenti! Se nel mondo c'è un pò di speranza e di calore lo si deve a tanta gente che, oltre a criticare, e giustamente, le istituzioni assenti o inefficienti, una classe politica ingorda e ingiusta, quando può (perché non sempre è possibile) prende in mano le situazioni e, incalzando con l'esempio le istituzioni, senza sostituirsi ad esse o creare ad esse degli abili, ma in un rapporto di collaborazione critica, sperimenta la gioia di vedere esseri umani abbruttiti ridiventare persone, ben vestite, alimentate in modo adeguato, liberate dalla condanna della miseria, del freddo, della vergogna.

Con in più un regalo, che ognuno può interpretare come vuole.

Mentre in auto ci allontanavamo, dopo aver consegnato la casa rinnovata alla famiglia, era appena spiovuto, un arcobaleno di fronte a noi, grande, bello, ci ha fatto commuovere. Ci saliva dal profondo il ricordo di alcuni versi del poeta africano Senghor: "...e concedi alle loro calde mani di stendere sul mondo la catena dell'amore fraterno sotto l'arcobaleno della tua pace".