COMITATO PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA SALUTE E PER UN SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE RINNOVATO ED EFFICIENTE

IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, pur tra molti limiti e disfunzioni, ha indubbiamente favorito la crescita della salute del Paese ed ha garantito a tutti, al di là delle condizioni economiche e sociali, l'accesso alle prestazioni sanitarie, anche a costo elevatissimo. 

VI E' OGGI CHI, dopo aver collaborato con il deposto ex ministro De Lorenzo, si fa portavoce di tesi tendenti a favorire le assicurazioni private.

Sono gli stessi che propongono, approfittando del malcontento per l'inefficienza del servizio sanitario, di cui sono in gran parte responsabili, lo smantellamento della protezione sociale a favore di una falsa libertà di scelta tra pubblico e privato, relegando il servizio sanitario pubblico al ruolo di sistema residuale per i poveri.

E' UN INGANNO AFFERMARE CHE  con un'assicurazione privata si possono ottenere migliori prestazioni in quantità e qualità allo stesso costo degli attuali contributi sanitari, infatti:

- le assicurazioni possono sciogliere unilateralmente o non rinnovare la copertura in corso di malattie gravi e croniche;

- si nascondono i costi per grandi e piccole patologie non coperte dalle assicurazioni;

- dopo i 65 anni la maggior parte delle assicurazioni non rinnova i contratti;

- le assicurazioni non coprono le malattie mentali, le epatiti, l'AIDS, ecc.;

- le assicurazioni non garantiscono la prevenzione. Scomparirà, di conseguenza, la prevenzione dei tumori e delle malattie cardiovascolari;

- le assicurazioni non coprono le spese per gli interventi eccezionali come i trapianti che devono essere pagati di persona dal cittadino assicurato;

- nessuna assicurazione garantisce l'assistenza del medico di famiglia e l'assistenza farmaceutica.

Prevenire e curare, riabilitare gli handicappati, con il sistema delle assicurazioni sarà una prerogativa soltanto di chi avrà i soldi per pagare.

SI FA FINTA DI DIMENTICARE CHE la via della privatizzazione dell'assistenza sanitaria attuata in alcuni Paesi del mondo, come gli Stati Uniti, ha dato pessimi risultati per la tutela della salute pubblica:

- la vita media è inferiore alla nostra;
- la mortalità infantile è superiore alla nostra;
- gli Stati Uniti spendono per l'assistenza sanitaria il 12 % del reddito nazionale, mentre l'Italia meno del 6%;
- negli Usa più di 39 milioni di cittadini sono senza alcuna forma di assistenza.


Si devono di conseguenza indirizzare gli sforzi di tutti per annullare i tentativi di coloro che con referendum (opportunamente mascherati) o ipotesi programmatiche e di governo portano un ATTACCO DISSENNATO ALLA SALUTE DEI CITTADINI.

E' INDISPENSABILE AVERE UN SERVIZIO PUBBLICO EFFICIENTE, COSI' COME AVVIENE IN TUTTA EUROPA, CHE GARANTISCA A TUTTI I CITTADINI QUEI SERVIZI FONDAMENTALI CHE RENDONO CONCRETO IL DIRITTO ALLA SALUTE SANCITO DALLA NOSTRA COSTITUZIONE. 

Questo è il testo del Comitato per la tutela del diritto alla salute cui hanno aderito , fra gli altri, a livello nazionale: CO.DI.CI., Codacons, Cgil fp, Cau, Cimo, Cumi, Finmg, Federconsumatori, La Rete, MDC, PDS, Rifondazione comunista, UilP,Verdi, PP, che hanno anche organizzato una conferenza dibattito: "Dove va la sanità in Italia?" il 10 marzo a Roma.