IL MODO DI OPERARE DEI CENTRI LIGURI PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEL MALATO

 

La nostra azione si esplica con la presenza attiva presso le strutture socio-sanitarie, ospedaliere ed extraospedaliere. Attraverso i 15 Centri confederati miriamo ad individuare carenze e disfunzioni di ordine amministrativo, organizzativo, tecnico e comportamentale che impediscono un'assistenza razionale ed umana. Alcune situazioni sono state riscontrate "motu proprio" altri sono stati segnalati. Tutte vengono portate con spirito di collaborazione alla doverosa attenzione dei responsabili politici sollecitando il loro intervento. Talvolta, per casi più delicati, si agisce in stretto contatto con l'Ufficio del Difensore civico della Regione  

Dalla costituzione ad oggi la Confederazione ha ricevuto oltre 10 mila segnalazioni, per gran parte delle quali la sua azione è stata completamente risolutiva. Un secondo versante della attività è quello che la vede interlocutore qualificato dei mezzi di comunicazione di massa, per segnalare problemi di funzionamento dell'assistenza sanitaria e per sensibilizzare i cittadini sui loro diritti.

Sono stati realizzati diversi convegni e conferenze: nel '87 su "Scienza, tecnologia e umanità al servizio del malato, nel '88 "L'anziano è una persona: non è metà sociale e metà sanitario", nel 1989 "Il diritto di essere ascoltato" sulla malattia psichica.

In costante contatto con i responsabili della sanità nazionale, regionale e locale, la Confederazione partecipa con proposte operative e concrete alla gestione dei servizi sanitari. Essa ha inoltre propri rappresentanti in organi istituzionali come la commissione regionale per l'attuazione della legge sulla tutela dei diritti del malato, nella commissione etica per la sperimentazione clinica dell'Istituto scientifico per la cura dei tumori di Genova.