diritti  e  solidarietà

DeS telematico

ORGANO UFFICIALE

N° 7/8

comitato tutela servizio sanitario

le nuove direttive sui farmaci

nuovo prontuario farmaceutico

il diritto al lavoro per gli handicappati

piaghe da decupito

diritti degli anziani malati

studenti non leggete i libri

l'ospedale e le badanti

un libro per educare alla solidarietà

gli studenti non hanno diritti

lo sguardo

commento al DL 517

attività dalle Sezioni

 il Difensore Civico in Lombardia

 I CDM in Liguria

2 Assemblea Nazionale

 

lettere al Direttore

          ELEZIONI POLITICHE  27/28 MARZO 1994

  PER CHI VOTARE ?  
IL COORDINAMENTO DIRITTI DEI CITTADINI

         Pur non avendo aderito ad alcun cartello elettorale e nel pieno rispetto dell'autonomia delle scelte politiche dei propri militanti, il CO.DI.CI. invita i cittadini ad una attenta valutazione della attuale situazione politica e delle conseguenze che possono derivare dall'esito del confronto elettorale.
Le prossime elezioni politiche possono essere l'occasione per una decisa svolta, oltre le rigidità ideologiche tradizionali, che, dal '48 in poi, hanno ingessato la vita politica italiana.
Non ci interessano le promesse sbandierate da melensi spot televisivi, vogliamo valutare i programmi, le scelte concrete, i comportamenti delle nuove aggregazioni politiche, più che gli schieramenti.
Riteniamo che in questa verifica si debbano esaminare una serie di questioni.
Non dobbiamo dimenticare, ad esempio, chi tra le forze politiche, ha appoggiato il Referendum per l'abrogazione del famigerato decreto De Lorenzo, che mirava alla privatizzazione della sanità e metteva in discussione il diritto costituzionale alla salute.
Come dobbiamo ben tenere presente quali leader e quali forze politiche hanno invece sostenuto il Referendum Bossi-Panella per mettere in discussione il Servizio Sanitario Nazionale e reintrodurre le mutue e quindi la discriminazione fra i malati ricchi e poveri. 
Bisogna individuare chi si impegna a coniugare l'efficienza e il merito, nella gestione dei servizi pubblici, con la solidarietà e la giustizia, senza illudersi che tutti i problemi possano essere risolti o da una privatizzazione selvaggia o dalla mera difesa dell'esistente. 
Chi, inoltre, ha il coraggio di parlare di eguaglianza di diritti dei cittadini, qualsiasi sia il colore della pelle, la religione, l'età, le condizioni economiche?
Tutti oggi a parole sono per la solidarietà, ma nei fatti non tutte le forze politiche hanno realmente dimostrato di saper rappresentare in questi anni, e non solo nei discorsi elettorali, le istanze del volontariato, i diritti degli emarginati, l'integrazione multietnica, una nuova concezione della mondialità basata sulla pace e sui diritti dei popoli. C'è chi pensa solo al benessere del Nord o dei paesi ricchi e chi invece si preoccupa di un'equa ripartizione della ricchezza sul piano interno e internazionale in modo che ci sia prosperità per tutti, anche per le masse sterminate del Sud del mondo ancora alle prese con il problema della fame, delle malattie endemiche, dell'analfabetismo.


Lettere al Direttore

Gli anziani malati sono abbandonati

 Lettera inviata da Giuliano Anzolin alla redazione, alla trasmissione televisiva "Il coraggio di vivere" e al CSA.

"Le scrivo per manifestare la rabbia, dovuta alla mia quotidiana esperienza, di infermiere professionale presso un ospedale dell'alto vicentino, a contatto con pazienti anziani, nel constatare che i mass-media non dedicano al problema degli anziani malati cronici non autosufficienti, veri paria della nostra società, quella attenzione che rivolgono ad altre forme di emarginazione sociale.

Gli anziani, vittime della mancanza di una politica adeguata sono vittime di una triade di concause: perdita di ruolo sociale e familiare, perdita di potere economico e perdita di efficienza fisica, le quali portano inesorabilmente alla non autosufficienza, da qui alla malattia per arrivare alla cronicità.

A volte per alcuni lasciare l'ospedale è un vero dramma, in quanto vivono soli o con il coniuge in età altrettanto avanzata. In questo stato di abbandono, privi di ogni aiuto, ricadono nella cronicità e si trovano pilotati verso l'unica alternativa: l'istituzionalizzazione in qualche casa di riposo, vero abuso sociale, business di private finanziarie, dove "si lasciano vivere".

Dal 1991 esiste una legge a favore della popolazione anziana il "Progetto obiettivo della salute delle persone anziane", ma è tuttora inevaso per quanto riguarda le "dimissioni protette, le U.V.G., A.D.I., l'ospedalizzazione a domicilio, le R.S.A."

Spero che si riesca a far emergere l'iceberg sommerso di questa drammatica realtà.

 

"MEDICINA ALTERNATIVA"

 Lettera di Mario Veronese

Nel numero speciale su "Il consenso informato" del Novembre '93 l'esposizione dei vari redattori ed in particolare l'articolo di Ivano Giacomelli hanno attirato la mia attenzione e il mio consenso e vorrei proporre alcune osservazioni.

1) Abolire in senso assoluto, almeno da parte nostra, il termine "paziente".

2) "Dobbiamo curare la salute e non la malattia. Le malattie non piovono dal cielo".

3) Il consenso dato per una terapia non presuppone che sia stato dato per l'intero trattamento.

Nonostante la grande diffidenza della medicina ufficiale verso le diverse tecniche di terapia complementare (135 secondo l'elenco fornito al primo Congresso mondiale di Medicina alternativa del 1973) la loro popolarità è andata aumentando. Basti accennare all'O.E. (olio essenziale di Timo contro il bacillo del carbonchio, alla Iridologia, allo Schiatsu, alla Agopuntura ecc...

 

INVITO AI LETTORI

Fino ad ora Diritti e Solidarietà non ha trattato il tema della medicina alternativa, perché è un tema estremamente delicato, come quello del rifiuto delle vaccinazioni. Siamo di fronte a pareri contrapposti e si fa fatica a distinguere quanto nella medicina alternativa è valido ed efficace da quanto è "effetto placebo" o peggio ciarlataneria. Chiediamo pertanto ai nostri lettori che hanno competenze e reali esperienze in materia a fornirci il loro contributo.

                                                                    La Redazione

 

Da "Frégoe", brandei de sentimento spanpanà so qualche folieto de carta(1),  di Ivano Manzato

 EL COSTO DE ON SORISO

 Mi fasso l'infermiere
lavoro in ospedae
dove che core ea xente
che sofre o se fa mae

 Qua riva on fià de tuto
a pié o in ambueansa
riva el beo e riva el bruto
riva e femene co'a pansa

 Riva el toso scalmanà
che co'a moto l'è 'nda in fosso riva queo che s'a scotà queo che vin ne beve on posso

 Riva queo co'l mal de cuore queo maeà da tanti ani riva xente a tute e ore tuti i tipi de maeni

Ossi roti da ingesare o co'l sangue da proinare tosati col convulso, vecioti on fià impediina tosa che cusendo se gà cusio do dii

 Mi serco sempre de essar soridente e credo cossì de jutare nea cura visto che po' no me costa on bel gnente e magari sparagno anche qualche puntura

 Parché so' convinto che tuta 'sta xente ga bisogno de diagnosi cure e operassion ma altrettanto, sertamente, de afeto e comprension


1)"Briciole", brandelli di sentimento sparsi su qualche foglietto di carta"

 IL COSTO DI UN SORRISO

 Io faccio l'infermiere lavoro in ospedale dove corre la gente che soffre o si fa male.

Qua arriva un po' di tutto a piedi o in ambulanza arriva il bello e arriva il brutto arrivano le donne "con la pancia" 

 Arriva il giovane scalmanato che con la moto è andato nel fosso arriva quello che si è ustionato quello che di vino ne beve un pozzo

Arriva quello col mal di cuore quello malato da tanti anni Arriva gente a tutte le ore tutti i tipi di malanni

Ossi rotti da ingessare o col sangue da analizzare bambini con le convulsioni, vecchi con l'intestino pigro
una ragazza che cucendo si è cucita due dita

Io cerco sempre di essere sorridente e credo così di aiutare nella cura visto poi che non mi costa un bel niente e magari risparmio anche qualche iniezione

 Perché sono convinto che tutta questa gente ha bisogno di diagnosi cure e operazioni ma altrettanto, certamente, di affetto e comprensione!

 Di Ivano Manzato abbiamo pubblicato nel n. 3/4 una poesia sulla guerra in Bosnia. E proprio il disegno che l'accompagnava è diventato la copertina del testo di poesie di Ivano, un nostro redattore, di professione infermiere professionale e segretario del Centro per i diritti del malato di Piove di Sacco (PD), che si è scoperto una sorprendente, simpatica vena poetica. Anche questa poesia, come la precedente "Help!" fa parte della raccolta, che è "dedicà a quei che a pensa come mi ... e sopratuto a staltri" (dedicata a quelli che la pensano come me e soprattutto agli altri). Le poesie di Ivano sono in dialetto veneto (solo alcune in lingua italiana), ed esprimono il sapore  della saggezza popolare e nello stesso tempo la sensibilità di chi vive in modo consapevole le vicende del nostro tempo. Una poesia fatta di immagini sanguigne, di intuizioni liriche, di bonaria ma non banale ironia. Come scrive Umberto Marinello nella Introduzione, nelle pagine di Manzato traspare una "grande umanità ed una eccezionale disponibilità verso gli altri vissute nello stesso modo in cui si vive la quotidianità". Ivano ci trasmette l'emozione provata "in terra jugoslava durante i suoi viaggi umanitari, e da quella emozione è nato "Fregoe", edito dalla Proget Type Studio, un volumetto che conserva tutta la freschezza, tutta la genuinità, tutta la semplicità del suo modo di sentire e di essere".

"Fregoe" ovvero "briciole del pane" assumono quindi umilmente un significato di marginalità, di avanzi, di cose piccole, ma al tempo stesso importanti come il nostro cibo basilare, le piccole grandi cose che fanno della nostra semplice quotidianità il sale di una vita piena e vera!