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N° 7/8 |
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ELEZIONI POLITICHE 27/28 MARZO 1994 PER
CHI VOTARE ?
Pur non avendo aderito ad alcun cartello elettorale e nel
pieno rispetto dell'autonomia delle scelte politiche dei propri
militanti, il CO.DI.CI. invita i cittadini ad una attenta
valutazione della attuale situazione politica e delle conseguenze che
possono derivare dall'esito del confronto elettorale. Lettere al Direttore Gli anziani malati sono abbandonati Lettera inviata da Giuliano Anzolin alla redazione, alla trasmissione televisiva "Il coraggio di vivere" e al CSA. "Le scrivo per manifestare la rabbia, dovuta alla mia quotidiana esperienza, di infermiere professionale presso un ospedale dell'alto vicentino, a contatto con pazienti anziani, nel constatare che i mass-media non dedicano al problema degli anziani malati cronici non autosufficienti, veri paria della nostra società, quella attenzione che rivolgono ad altre forme di emarginazione sociale. Gli anziani, vittime della mancanza di una politica adeguata sono vittime di una triade di concause: perdita di ruolo sociale e familiare, perdita di potere economico e perdita di efficienza fisica, le quali portano inesorabilmente alla non autosufficienza, da qui alla malattia per arrivare alla cronicità. A volte per alcuni lasciare l'ospedale è un vero dramma, in quanto vivono soli o con il coniuge in età altrettanto avanzata. In questo stato di abbandono, privi di ogni aiuto, ricadono nella cronicità e si trovano pilotati verso l'unica alternativa: l'istituzionalizzazione in qualche casa di riposo, vero abuso sociale, business di private finanziarie, dove "si lasciano vivere". Dal 1991 esiste una legge a favore della popolazione anziana il "Progetto obiettivo della salute delle persone anziane", ma è tuttora inevaso per quanto riguarda le "dimissioni protette, le U.V.G., A.D.I., l'ospedalizzazione a domicilio, le R.S.A." Spero che si riesca a far emergere l'iceberg sommerso di questa drammatica realtà.
"MEDICINA ALTERNATIVA" Lettera di Mario Veronese Nel numero speciale su "Il consenso informato" del Novembre '93 l'esposizione dei vari redattori ed in particolare l'articolo di Ivano Giacomelli hanno attirato la mia attenzione e il mio consenso e vorrei proporre alcune osservazioni. 1) Abolire in senso assoluto, almeno da parte nostra, il termine "paziente". 2) "Dobbiamo curare la salute e non la malattia. Le malattie non piovono dal cielo". 3) Il consenso dato per una terapia non presuppone che sia stato dato per l'intero trattamento. Nonostante la grande diffidenza della medicina ufficiale verso le diverse tecniche di terapia complementare (135 secondo l'elenco fornito al primo Congresso mondiale di Medicina alternativa del 1973) la loro popolarità è andata aumentando. Basti accennare all'O.E. (olio essenziale di Timo contro il bacillo del carbonchio, alla Iridologia, allo Schiatsu, alla Agopuntura ecc... INVITO AI LETTORI Fino ad ora Diritti e Solidarietà non ha trattato il tema della medicina alternativa, perché è un tema estremamente delicato, come quello del rifiuto delle vaccinazioni. Siamo di fronte a pareri contrapposti e si fa fatica a distinguere quanto nella medicina alternativa è valido ed efficace da quanto è "effetto placebo" o peggio ciarlataneria. Chiediamo pertanto ai nostri lettori che hanno competenze e reali esperienze in materia a fornirci il loro contributo. La Redazione
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Da
"Frégoe", brandei de sentimento spanpanà so qualche folieto
de carta(1), di
Ivano Manzato EL COSTO DE ON SORISO Mi fasso l'infermiere Qua riva on fià de tuto Riva el toso scalmanà Riva queo co'l mal de cuore queo maeà da tanti ani riva xente a tute e ore tuti i tipi de maeni Ossi roti da ingesare o co'l sangue da proinare tosati col convulso, vecioti on fià impediina tosa che cusendo se gà cusio do dii Mi serco sempre de essar soridente e credo cossì de jutare nea cura visto che po' no me costa on bel gnente e magari sparagno anche qualche puntura Parché so' convinto che tuta 'sta xente ga bisogno de diagnosi cure e operassion ma altrettanto, sertamente, de afeto e comprension 1)"Briciole", brandelli di sentimento sparsi su qualche foglietto di carta" IL
COSTO DI UN SORRISO Io
faccio l'infermiere lavoro
in ospedale dove
corre la gente Qua
arriva un po' di tutto a
piedi o in ambulanza arriva
il bello e arriva il brutto arrivano
le donne "con la pancia" Arriva
il giovane scalmanato che
con la moto è andato nel fosso arriva
quello che si è ustionato quello
che di vino ne beve un pozzo Arriva quello col mal di cuore quello malato da tanti anni Arriva gente a tutte le ore tutti i tipi di malanni Ossi
rotti da ingessare o
col sangue da analizzare bambini
con le convulsioni, vecchi con l'intestino pigro Io
cerco sempre di essere sorridente e
credo così di aiutare nella cura visto
poi che non mi costa un bel niente e
magari risparmio anche qualche iniezione Perché
sono convinto che tutta questa gente ha
bisogno di diagnosi cure e operazioni ma
altrettanto, certamente, di
affetto e comprensione! Di Ivano Manzato abbiamo pubblicato nel n. 3/4 una poesia sulla guerra in Bosnia. E proprio il disegno che l'accompagnava è diventato la copertina del testo di poesie di Ivano, un nostro redattore, di professione infermiere professionale e segretario del Centro per i diritti del malato di Piove di Sacco (PD), che si è scoperto una sorprendente, simpatica vena poetica. Anche questa poesia, come la precedente "Help!" fa parte della raccolta, che è "dedicà a quei che a pensa come mi ... e sopratuto a staltri" (dedicata a quelli che la pensano come me e soprattutto agli altri). Le poesie di Ivano sono in dialetto veneto (solo alcune in lingua italiana), ed esprimono il sapore della saggezza popolare e nello stesso tempo la sensibilità di chi vive in modo consapevole le vicende del nostro tempo. Una poesia fatta di immagini sanguigne, di intuizioni liriche, di bonaria ma non banale ironia. Come scrive Umberto Marinello nella Introduzione, nelle pagine di Manzato traspare una "grande umanità ed una eccezionale disponibilità verso gli altri vissute nello stesso modo in cui si vive la quotidianità". Ivano ci trasmette l'emozione provata "in terra jugoslava durante i suoi viaggi umanitari, e da quella emozione è nato "Fregoe", edito dalla Proget Type Studio, un volumetto che conserva tutta la freschezza, tutta la genuinità, tutta la semplicità del suo modo di sentire e di essere". "Fregoe"
ovvero "briciole del pane" assumono quindi umilmente un
significato di marginalità, di avanzi, di cose piccole, ma al tempo
stesso importanti come il nostro cibo basilare, le piccole grandi cose
che fanno della nostra semplice quotidianità il sale di una vita piena
e vera!
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